Nigeria, l’orrore della bimba kamikaze

nigeria_Xinhua

L’ATTENTATO
UN CALIFFATO islamico fondato su morte e terrore. Con l’ossessione della purezza della razza e un’organizzazione militare grazie alla quale controlla il nord est della Nigeria, la parte più povera del Paese. E ora, a sole cinque settimane dalle elezioni presidenziali e legislative, gli uomini del Boko Haram intensificano la strategia dell’orrore. Una bambina kamikaze di 10 anni imbottita di esplosivo è saltata in aria uccidendo diciannove persone e ferendone diciotto nel mercato di Maiduguri, capoluogo dello stato nigeriano di Borno. Nello stesso momento i miliziani fondamentalisti assaltavano Damaturu, capitale del confinante stato di Yobe. Le duemila vittime massacrate tre giorni fa nella città di Baqa e nei villaggi circostanti non sono bastate a placare la sete di sangue di Abubakar Shekau, 40 anni, nome di battaglia Darul Tawheed – che significa La casa del monoteismo – capo assoluto del gruppo affiliato all’Isis siriano-iracheno di Abubakr al-Baghdadi.
INNESCO A DISTANZA
Il mercato preso di mira ieri Maiduguri è lo stesso nel quale due donne si sono fatte esplodere il primo dicembre. Ma la crudeltà di Abubakar Shekau non conosce limiti e questa volta per superare il posto di blocco ha usato una bambina, che secondo fonti di polizia e della Croce Rossa non aveva più di 10 anni. La deflagrazione è stata spaventosa, raccontano i testimoni: «Il corpo della ragazzina è stato fatto a pezzi, come se fosse stato tagliato in due. La parte superiore è stata trovata a 500 metri di distanza», riferisce il portavoce della polizia Gideon Jibrin. L’ora dell’attentato è stata scelta con precisione per provocare il maggior numero di vittime. Era mezzogiorno e mezza, i banchi e le botteghe erano affollati, a fare la spesa c’erano soprattutto mamme con i figli piccoli. Proprio in quel momento viene fermata la bambina e in pochi secondi il mercato passa dalla vita alla morte: due agenti si accingono a perquisirla quando la deflagrazione scuote l’aria. «Forse la bambina neppure sapeva cosa le era stato messo addosso… forse la bomba è stata fatta detonare con un telecomando. I due agenti sono morti all’istante dilaniati dall’esplosione», dice Jibrin. L’attentato non è stato rivendicato, ma secondo gli investigatori c’è l’inconfondibile firma di Boko Haram, che sempre più spesso usa le ragazze per suoi i sanguinosi attacchi. Le modalità tra l’altro sono coincidenti con la strage di inizio dicembre: anche allora, mentre veniva colpito il mercato di Maiduguri, i miliziani sferravano il loro attacco a Damaturu, incendiando edifici pubblici, devastando abitazioni e negozi, uccidendo a casaccio.
TAGLIA DI 50 MILIONI
Le vittime, come sempre, sono state soprattutto donne, vecchi e bambini. «Ovvero chi corre meno veloce e non riesce a scappare dal machete degli uomini di Abubakar Shekau», spiega la polizia. Dal 2009 a oggi la follia di Boko Haram ha provocato oltre 14.000 morti e più di un milione e 600 mila sfollati, un esodo infinito verso i confini di Camerun, Ciad e Niger. La sigla dell’organizzazione terroristica è traducibile come “L’educazione occidentale è un peccato” e Shekau l’ha trasformata in uno dei gruppi più pericolosi del pianeta. La crudeltà del capo non conosce limiti, il suo stile punta a impressionare: nei suoi video di propaganda minaccia, urla e conclude le dichiarazioni sparando colpi in aria. Secondo gli esperti non ha una formazione teologica che lo elevi a capo spirituale, ma con la ferocia supplisce al carisma. Gli Stati Uniti hanno congelato le sue ricchezze e sono pronti a pagare 7 milioni di dollari per la sua cattura o uccisione, la Nigeria addirittura 50 milioni. Cifra che fa di Shekau il ricercato numero uno tra i criminali africani.

Il Messaggero