Niente rigore? Thohir sceglie il silenzio Ma è furioso

Thohir

Serata intensa e con finale amaro per Erick Thohir. Il presidente infatti voleva i tre punti per riscattare lo scivolone con l’Atalanta e dopo un primo tempo con ritmi da Subbuteo ha almeno assistito alla reazione dei suoi. Oltre alle parate di Scuffet, a mandargli di traverso la cena è stato il fallo di mano in area di Heurtaux non sanzionato dall’arbitro Gervasoni. ET a fine gara ha scelto di non parlare — anche perché sapeva che sul tema sarebbe tornato Mazzarri — ed è troppo nuovo di questo mondo per lasciarsi andare a certe polemiche. Ma sa benissimo che quello di ieri è l’ultimo di una serie di sviste che ha portato a 32 la striscia di gare senza penalty a favore. Con relativo fastidio crescente trasmesso ai suoi più stretti collaboratori. Va quindi definito tra l’arrabbiato e il furibondo.

Coi baby giapponesi Arrivato a San Siro in giacca e cravatta con largo anticipo rispetto all’inizio del match, il presidente (con lui anche il consigliere Isenta Hioe) aveva sorpreso tutti raggiungendo l’area executive in compagnia di una squadra di ragazzini giapponesi di nerazzurro vestiti. Era una rappresentanza dell’Inter Academy Japan, che è stata presentata a una serie di grandi ex come, tra gli altri, Bergomi, Materazzi, Stankovic e Toldo. Per Thohir, un saluto ai tanti tifosi che lo acclamavano, il consueto blitz in spogliatoio a caricare la squadra e poi via in tribuna, dove era stato approntato un catering speciale per i dirigenti delle banche con cui il tycoon sta discutendo il trasferimento delle garanzie tuttora facenti capo a Massimo Moratti.

Rifinanziamento, il giorno Prima di recarsi a San Siro, il presidente aveva dedicato la giornata a una serie di incontri in sede. Banche, area sportiva e commerciale i temi all’ordine del giorno. Oggi sarà una giornata molto importante, quasi interamente dedicata appunto al fondamentale fronte del rifinanziamento. Verrà infatti presentato alle banche d’affari (Goldman Sachs, ma non solo) il piano per abbattere nei prossimi due-tre anni buona parte del debito attuale. Da quanto Thohir e Fassone sapranno essere convincenti dipenderà l’apertura del credito che nei prossimi mesi — per il closing si potrebbe anche arrivare a fine estate — permetterà di spostare le garanzie di cui risponde ancora Moratti, ieri col figlio Angelomario di nuovo in tribuna al fianco di ET dopo aver saltato il match con l’Atalanta per impegni familiari. E tutti e tre hanno masticato amaro.

Ausilio e i programmi Prima del match, Piero Ausilio aveva dato a Sky importanti indicazioni sui piani futuri legati all’area sportiva. «Vogliamo costruire una squadra che tenga conto anche dei parametri economici che ci sono stati dati — ha spiegato il d.t. —. Quest’anno è stato molto utile lavorando con lo staff di Mazzarri, la cui carriera dice che nel secondo e terzo anno in cui allena una squadra la fa rendere al meglio. E questo sarà una grande risorsa per la prossima stagione. I giovani? Vorremmo averne di più, ma sono anche orgoglioso se fanno bene dalle altre parti. E poi te ne fai una ragione se vinci anche grazie a operazioni in cui sono stati inseriti loro». Questo il commento sulla frase di Thohir per cui l’anno prossimo ci saranno solo 4 ultratrentenni in rosa e quindi Cambiasso rischierebbe: «Credo sia un’esagerazione pensare in questi termini. Anche Thohir sa che l’esperienza è utile. Sagna oppure un giovane? I giovani, come Mbaye, torneranno. Poi faremo le valutazioni con Mazzarri. Chi resterà lo decideremo più avanti».

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