«Niente matrimoni né adozioni dico sì a più tutele patrimoniali»

Angelino Alfano

Saranno probabilmente i matrimoni più brevi mai esistiti: trascritti e cancellati praticamente nello stesso momento. Perché «il giorno dedicato al diritto all’amore», così come lo ha definito il sindaco di Roma Ignazio Marino, rischia di impattare contro il vuoto legislativo, e soprattutto contro la circolare del 7 ottobre scorso firmata dal ministro dell’Interno, con la quale veniva chiesto ai prefetti di far annullare dai sindaci le trascrizioni di matrimoni tra coppie omosessuali celebrati all’estero e registrati in Italia.
Ministro Alfano, ieri Marino, nelle scorse settimane altri sindaci: è soltanto una provocazione?
«La mia contestazione al sindaco della Capitale è di natura giuridica e non politica perché, lo ribadisco, in Italia non è previsto che ci si possa sposare tra persone dello stesso sesso. Non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso all’estero e si chieda di registrare in Italia il matrimonio. E neanche che si effettui turismo nuziale, o federalismo matrimoniale, cioè che ciascuno, degli ottomila comuni, si organizzi come crede».
Eppure sono sempre di più i sindaci che scelgono di effettuare le trascrizioni.
«Sì, ma tutto ciò è nullo, perché non è previsto dalla legge. E proprio il codice civile che rende l’autorizzazione del sindaco priva di valore giuridico e, come ho detto riferendomi a Marino, la sua firma – secondo il nostro punto di vista – equivale a un autografo. Nulla di più. Io ho il massimo rispetto per queste coppie, ma non è previsto che si scelga in quale posto del mondo andare a sposarsi in ossequio a una legge che non vale in Italia e poi si pretenda che quella legge venga fatta valere da noi, dove non esiste».
Secondo l’ultimo censimento, quello del 2011, sarebbero 8.000 in Italia le coppie di fatto omosessuali, 500 delle quali con figli. La questione si fa pressante.
«Se ci sarà una nuova legge, noi la faremo valere ma, fin quando la legge non sarà cambiata, è mio obbligo e dovere attuare quella che c’è».
Il premier Renzi sembra stia per presentare un disegno di legge ispirato al modello tedesco dell’Eingetragene Lebensgemeinschaft, le unioni civili in vigore dal 2001: quale sarà la posizione del Nuovo centro destra, di cui lei è leader?
«Voglio essere molto chiaro, noi abbiamo grande rispetto per l’affettività di tutti e non siamo oscurantisti. Siamo anche pronti a intervenire per rafforzare le tutele patrimoniali tra i partner dello stesso sesso. Ci sono però due no che per noi sono insuperabili, e cioè il no ai matrimoni e il no alle adozioni per le coppie omosessuali. Sarò un po’ vintage, ma per me i bambini devono avere un papà e una mamma. È un’apertura che riteniamo importante, ma questi due baluardi sono insuperabili. La nostra priorità resta quella di sostenere sempre di più le famiglie composte da un uomo e una donna, e ci batteremo per questo».
In che modo pensate di aiutare le famiglie, diciamo così, tradizionali?
«Nella legge di stabilità abbiamo costituito un fondo per sostenere la natalità e le famiglie numerose, un fondo di mezzo miliardo. Non siamo chiusi a discutere su eventuali proposte di legge per le coppie gay, ma non saremo certo noi a farci avanti. La nostra priorità è dare un sostegno a tutte quelle famiglie che in questi anni di crisi hanno retto il nostro Paese, a tutte quelle famiglie che hanno sostenuto il costo di un anziano malato in casa, fregandosene dell’assegno di accompagnamento, oppure hanno continuato a dare una mano di aiuto al proprio figlio nel momento in cui, completati gli studi, era alla ricerca del lavoro. Il fondo costituito nella legge di stabilità servirà proprio a questo».
Per tornare al sindaco Marino e alla festa in Comune, cosa succederà ora? Le 16 coppie hanno già annunciato che faranno ricorso al Tar e alla Corte Europea per i diritti dell’uomo.
«Il prefetto inviterà a cancellare le iscrizioni e se il sindaco non lo farà procederemo d’ufficio all’annullamento, secondo le procedure previste dalla legge».
La battaglia legale sarà probabilmente lunga. In attesa di una legge, questa gente chiede di vedersi riconosciuti diritti e doveri normali.
«Lo ripeto, noi non abbiamo una contrarietà a intervenire per regolarizzare queste posizioni. L’intervento, però – si badi bene – è solo dal punto di vista patrimoniale. Ma occhio alla p e non alla m di matrimoniale».
Ci sarà un registro per la regolarizzazione dello status?
«Valuteremo al momento opportuno. Faccia la proposta chi ritiene che questa sia la priorità. Non siamo chiusi a discuterne, però le nostre priorità sono altre».
Come giudica l’iniziativa del primo cittadino della Capitale? 
«Mi pare che risponda alla precisa volontà di fare una pubblica polemica su una cosa che non è prevista dalla legge. Ha messo solo un autografo senza valore. E per di più nel giorno di conclusione del sinodo della famiglia.
Lui l’ha definita una giornata di festa.
«Farebbe bene a pensare alle emergenze che ha la nostra Capitale. A detta della Cgia (l’associazione artigiani piccole imprese) di Mestre, Roma vanta il poco piacevole primato di essere campione d’Italia in negativo. Ha lo scudetto per la tassazione comunale più alta. Non mi pare un bel primato».

Il Messaggero