Nepal, oltre 6.600 morti. Esclusi altri superstiti sotto le macerie

NEPAL

E’ salito a 6.621 morti e 14.023 feriti il bilancio ufficiale del terremoto in Nepal, secondo gli ultimi dati forniti dal governo locale, che esclude speranze di trovare altri superstiti: “Una settimana è passata dal disastro. Abbiamo fatto del nostro meglio per il soccorso e gli aiuti, ma adesso non credo che ci sia ancora una possibilità di trovare superstiti sotto le macerie”, ha detto all’AFP il portavoce del ministero dell’Interno, Laxmi Prasad Dhakal. Ieri sono stati ritrovati ancora vivi sotto le macerie due persone a Kathmandu: un ragazzino di 15 anni e una ragazza di 20 anni. I cittadini europei che risultano ancora irreperibili sono invece un migliaio, secondo quanto ha detto ieri l’ambasciatore dell’Unione europea in Nepal, Rensje Teerink. La maggior parte delle persone di cui si sono perse le tracce sono escursionisti che si trovavano nella regione del Langtang, cioè nei pressi dell’epicentro del sisma, che ha colpito il Paese proprio del momento dell’alta stagione per i trekking. Secondo l’Onu, 8 dei 28 milioni di abitanti del Nepal, di cui 1,7 milioni di bambini, sono stati colpiti dal sisma di sabato scorso, magnitudo 7,8, il più devastante degli ultimi 80 anni nel Paese. Praticamente tutte le case dei villaggi nei pressi dell’epicentro del terremoto in Nepal sono state rase al suolo dalla violenza del sisma e non c’è ancora alcuna certezza sulla sorte di migliaia di persone residenti in quelle zone. “Sei squadre della Croce Rossa hanno riportato notizie da città e villaggi nei pressi dell’epicentro che hanno subìto una devastazione quasi totale”, si legge in un comunicato della Croce Rossa, “gli abitanti sono in una situazione disperata”. Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per la raccolta di 415 milioni di dollari necessari agli aiuti delle vittime del sisma.

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