Nathalie Caldonazzo: produttrice di “Fightfootball” e fedigrafa in teatro

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Attrice, imprenditrice, donna bellissima e con uno stile impeccabile. Nathalie Caldonazzo è tutto questo, ma preferisce essere considerata una donna di spessore. Nel 1997 approda nella grande famiglia del Bagaglino con Ninni Pingitore al seguito. Tra lustrini e paillettes tenta di dimenticare la pagina dolorosa della scomparsa del suo compagno Massimo Troisi.

Poi arriva il cinema con Pino Quartullo in “Le faremo tanto male”. Anche il teatro con Marco Falaguasta, Giancarlo Zanetti, Silvio Giordani, Alessandro Capone.

Dal 2 aprile al 13 aprile è in scena al Teatro dei Satiri con “Facciamo un sogno” scritto da Sacha Guitry, ambientata negli anni venti/trenta, mai rappresentata in Italia.

In scena con lei, Alessandro Marrapodi e Giorgio Caprile, alle prese con guazzabugli familiari,  in un esilarante commedia divertente e ricca di colpi di scena.

 

Ancora disillusa dal mondo dello spettacolo o più fiduciosa nel presente?

Sono sempre del parere che il talento e la fortuna non bastano in quest’epoca, l’importante però è essere convinti di ciò che si fa. Nel mio caso ho fatto delle scelte, senza compromessi, cercando testi teatrali interessanti, avendo anche altre alternative al teatro.

 

Il ruolo che interpreti in “Facciamo un sogno” ti appartiene nella vita?

Il personaggio non è molto simile a me. Nello spettacolo io sono una donna che tradisce il proprio marito. Nella realtà faccio fatica a fingere in una relazione e non sono avvezza ai tradimenti.

 

La tua prossima avventura teatrale?

Sto valutando un testo dove interpreto tre personaggi diversi molto interessanti. Tre tipologie femminili reali, a cui vorrei dare degli accenti particolari per distinguerle una dall’altra. Penso in parte di produrlo e di affidarne la regia ad un regista cinematografico, che non posso ancora dire.

 

Come reputi le donne di oggi?

Le vedo forti di carattere, ma fragili nelle scelte. Oggi una donna è disposta a tutto per andare in vacanza, accompagnandosi a uomini che le maltrattano psicologicamente e fisicamente.

 

Tu come sei?

Un po’ “cogliona”, ma tutto sommato forte e speciale. Sono gentile, divertente, ma tengo le distanze. In fondo di base sto meglio sola.

 

Nel rapporto con tua figlia “Mia” pecchi di severità?

Sono più permissiva, ma se mi arrabbio sono capace di togliere in un istante i privilegi che avevo concesso. Mia ha lo stesso mio carattere, un aspetto positivo e l’altro negativo, una compensazione che però va bene.  Lei è libera come me, ma la libertà procura anche sofferenza.

 

Massimo Troisi, cosa rappresenta per  te a distanza di 20 anni.

Massimo è stato un grande amore, ma è passato tanto tempo e quella storia mi ha portato molto dolore in tutti i sensi, perché oltre alla perdita prematura di un forte sentimento, ho avuto a che fare con situazioni sgradevoli e squallide.

 

L’amore come va?

Sono fidanzata da due anni con Boris e ho prodotto insieme al mio compagno un nuovo format sportivo dal titolo “Fightfootball”, in onda da stasera su Premium Sport Pay per view, dove appaio nella sigla con un pezzo ballato e cantato.

 

Paola Aspri