Nainggolan show a Genova: Roma a -1 dalla Juventus

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Stavolta la Roma non cede al braccino e porta a casa una vittoria preziosissima, che la porta a una sola lunghezza dalla Juventus. Vittoria marchiata da un Nainggolan come al solito inesauribile e da mille polemiche, tra espulsioni, rigori e gol annullati. Ad accendere gli animi l’espulsione di Perin e il gol annullato nel finale a Rincon. E i segni della battaglia Genoa e Roma li sentiranno sulla propria pelle domenica prossima, quando si troveranno ad affrontare Torino e Milan rispettivamente senza Perotti e Perin (i rossoblù) e Pjanic e Astori (i giallorossi).

COMANDA RADJA — Gasperini passa alla difesa a quattro, arretrando Antonelli e lanciando Rincon in mediana, insieme a Sturaro e Bertolacci. Garcia, invece, opta per una Roma più equilibrata, mettendo dentro Florenzi e Ljajic come esterni (utili nelle coperture difensive) e lasciando fuori Totti e Destro (ennesima bocciatura per la punta marchigiana). Il centravanti lo fa Gervinho ed a lunghi tratti sembra una sfida dell’ivoriano contro tutta la difesa rossoblù. Al 10′ regala a Ljajic un assist, d’oro, quasi un calcio di rigore, che il serbo spreca facendo scorrere (male) il pallone per Florenzi, poi al 17′ è Ljajic a metterlo davanti a Perin, bravo a dire di no prima all’ivoriano, poi a Pjanic sulla ribattuta. A giocare è soprattutto la Roma, in virtù di un palleggio con maggiore qualità e anche perché il Genoa davanti ha niente (o quasi) da Matri e Bertolacci paga l’emozione dell’ex. Così al 29′ la catena Ljajic-Pjanic-Nainggolan stavolta produce un rigore vero, con Perin (espulso) che non può che mettere giù il belga. Sul dischetto va Ljajic, ma il 25enne Lamanna, all’esordio in serie A, si esalta sulla sinistra. In inferiorità numerica, Gasperini cambia poco o niente, tranne che passare ad un 4-4-1 in fase difensiva che diventa 4-2-3 quando i grifoni attaccano.

Ma è la partita di Nainggolan, che prima impegna Lamanna da fuori, poi insacca una palombella di Maicon con una bella semirovesciata in corsa dal limite (proteste rossoblù per una simulazione a inizio azione di Ljajic). C’è ancora tempo per uno spunto nello stretto di Ljajic e per la prima vera occasione del Genoa, al 45′, ma Matri è veloce come un pachiderma e si fa recuperare da Astori invece di puntare da solo De Sanctis.

TRA SPRECO E PROTESTE — La ripresa si apre senza Gasperini, espulso nell’intervallo per proteste. Il tecnico rossoblù fa in tempo però a cambiare qualcosa, inserendo Edenilson proprio per Matri, con Perotti spostato di punta e un 3-5-1 (Roncaglia centrale con Burdisso e De Maio) più elastico rispetto al 4-4-1 precedente, dove lo stesso Edenilson e Antonelli hanno il compito di dare equilibrio alle due fasi. Ma Perotti non è una prima punta, anche se al 23′ si inventa da solo una buona occasione. Così un minuto dopo va dentro anche Pinilla (4-3-2, proteste al 30′ per un contatto in area), mentre dall’altra parte Florenzi fallisce il 2-0 due volte da pochi passi e Ljajic crea scompiglio a più riprese. Al 26′ altra occasione d’oro per la Roma, con Roncaglia che buca l’intervento da ultimo e Gervinho che da solo a tu per tu con Lamanna calcia fuori. Oramai è una battaglia, con Perotti e Burdisso che ci provano invano da buona posizione, Pjanic che sfiora il palo da fuori (39′) e Iturbe che si divora il gol di testa appena entrato. Al 47′ l’ultimo brivido: angolo di Perotti, sponda di Pinilla e gol di testa di Rincon, annullato per fuorigioco millimetrico. Finisce nella baraonda, con le proteste infiammate del Genoa e la Roma a festeggiare il -1 dalla Juventus.

GAZZETTA DELLO SPORT