Muore l’orsa Daniza, animalisti in rivolta

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La corsa di Daniza è finita. Quindici anni dopo il suo viaggio dalla Slovenia al Trentino, 27 giorni dopo l’incontro-scontro con il cercatore di funghi Daniele Maturi che l’ha sorpresa insieme ai suoi due cuccioli ed è tornato a casa con 40 punti di sutura, l’orsa è morta nei boschi ai piedi dell’Adamello. Nelle settimane precedenti, molte volte, Daniza e i suoi due piccoli di 8-10 mesi hanno evitato le trappole sistemate nei boschi e innescate con carne e con miele. A inizio settimana i tre orsi hanno “visitato” delle stalle a Caderzone Terme e a Borzago, uccidendo alcune pecore.
LA RICOSTRUZIONE

Nella notte tra mercoledì e giovedì, gli animali sono stati accerchiati da quattro tecnici della Provincia e un veterinario che hanno sparato dei proiettili pieni di narcotico. Uno dei cuccioli, colpito, si è addormentato ed è stato liberato al risveglio. Dell’altro si sono perse le tracce. Daniza, invece, si è addormentata per non svegliarsi più. Il ministro Galletti ha chiesto spiegazioni alla Provincia: «Questi episodi non devono accadere, ora sono preoccupato per i cuccioli». Intanto la Forestale, che precisa che nessun appartenente al Corpo ha partecipato alla cattura, ha aperto un’inchiesta, ipotizzando maltrattamento e uccisione senza motivo. Sottolineando: «Avevamo sconsigliato l’operazione», come testimonia una lettera inviata al ministero dell’Ambiente.

Brown Bear Cubs Born In Wildlife Park

Daniza era uno dei 10 orsi, catturati in Slovenia, che tra il 1999 e il 2001 la Provincia di Trento, con il contributo dell’Unione Europea, ha liberato nei boschi dell’Adamello e delle Dolomiti di Brenta. Una operazione considerata esemplare dagli zoologi. E a seguito della quale, oggi, vivono in Trentino tra i 40 e i 49 orsi. I problemi, negli anni,non sono mancati. Un’orsa è finita sotto a un tir, un’altra è entrata in una pizzeria sul Lago di Garda. Nel 2006 l’orso JJ1, il primo figlio di Jurka e di Joze, è entrato in Germania ed è stato abbattuto a fucilate. Un anno dopo Jurka, considerata troppo vivace, è stata chiusa in un recinto. Nel 2012 l’orso M12 ha sconfinato in Svizzera ed è stato abbattuto con l’avallo delle autorità elvetiche.
LA DIFESA

«Non è la prima volta che l’orsa Daniza veniva sottoposta ad anestesia. Anche negli ultimi giorni aveva comportamenti pericolosi. Siamo intervenuti con grande prudenza. Ci siamo mossi in totale aderenza ai protocolli giuridici e medici» ha detto Ugo Rossi, presidente della Provincia di Trento e firmatario dell’ordinanza che disponeva la cattura. Aggiungendo: «È normale che usando l’anestetico ci siano rischi, ma per la morte di Daniza forse si possono ipotizzare concause come le condizioni di salute. Tutto questo lo dirà l’autopsia che abbiamo disposto». Nelle settimane precedenti, invece, i toni si erano scaldati. L’hashtag #iostocondaniza e il gruppo Amici di Daniza su Facebook hanno avuto decine di migliaia di adesioni. A Pinzolo, per due volte, si sono rischiati scontri tra animalisti e cacciatori. Il 1 settembre Walter Ferrazza, sindaco di Bocenago, ha auspicato l’abbattimento di Daniza.
L’ENPA: IL MINISTRO SI DIMETTA

Dopo la morte dell’orsa, invece, sono gli ambientalisti ad accusare. E non solo loro. Carla Rocchi, presidente dell’Ente Protezione Animali, chiede le dimissioni del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. «Questa vicenda dimostra l’incapacità di gestire una sana relazione tra la presenza dei carnivori e le attività umane. Chiediamo rassicurazioni sull’impegno per i due cuccioli rimasti soli alle porte dell’inverno», aggiunge Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia. «Nel protocollo della Provincia di Trento, la cattura degli orsi pericolosi è prevista Ma è sufficiente che un’orsa difenda i suoi piccoli da un intruso per farla considerare pericolosa?»,commenta Paolo Ciucci, zoologo dell’Università La Sapienza. Resta la preoccupazione per la sopravvivenza dei cuccioli «privati dell’assistenza della madre nella ricerca del cibo, nella scelta dei luoghi di rifugio e nella difesa da minacce e predatori». Così come spiega Daniele Zovi, comandante regionale del Corpo forestale .

Il Messaggero