Mille soldati russi entrano in Ucraina Renzi chiama Putin «È inaccettabile»

PUTIN RENZI

Sono state ore di tensione crescente, ieri sera, e la crisi Russia-Ucraina imbarazza di nuovo l’Europa che ieri ha reagito prima di tutto con incredulità alle notizie della presenza di soldati russi in Ucraina. «Escalation intollerabile» l’ha definita Matteo Renzi, «intollerabile e inaccettabile» il presidente francese Francois Hollande. Con Kiev che ora chiede aiuto, anche militare, alla Nato e all’Unione europea. Mentre Barack Obama ha detto che l’incursione russa in Ucraina «evidente al mondo intero» porterà solo nuovi costi e conseguenze negative per Mosca. Il presidente degli Stati Uniti pensa evidentemente a nuove sanzioni, perché anche ieri ha escluso un’azione militare. Obama, nella sua dichiarazione ufficiale alle 22 ora italiana, ha detto di avere appena parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel e di condividere con lei che la Russia «è responsabile delle violenze nell’Est dell’Ucraina». 
Kiev è da giorni che denuncia l’invasione dei militari russi ma Mosca ha sempre negato. E ha negato ancora ieri, nonostante l’evidenza di alcune foto satellitari che la Nato ha diffuso, e che confermano che un convoglio di blindati russi ha varcato il confine. La Nato sostiene anche che mille soldati di Mosca sarebbero già in Ucraina, impegnati in combattimento. È finita nelle mani dei ribelli Novoazovsk, una città del sudest dell’Ucraina d’importanza strategica. Lo ha ammesso in serata il governo di Kiev. L’esercito ucraino è fuggito, testimoni parlano di armi abbandonate lungo la strada. La presenza di soldati russi sarebbe stata decisiva a rovesciare i rapporti di forza. Novoazovsk, sulla costa del mare d’Azov, bacino d’acqua di 38mila kmq parte del Mar Nero da cui è unito da uno stretto, è uno snodo decisivo anche perché si trova sulla direttrice che porta alla penisola di Crimea, territorio dell’Ucraina fino al marzo scorso, poi annessa a Mosca.
I VOLONTARI
Aleksandr Zakharenko, premier dell’auto-proclamata Repubblica di Donetsk, ha ammesso in tv che le milizie secessioniste sono sostenute da tre o quattromila volontari russi. Non solo militari in pensione, ma anche «soldati in servizio» che però si sarebbero auto-arruolati: «Combattono per la nostra libertà invece di andare in vacanza». Il Cremlino sisostiene che al massimo ci sono dei volontari, e ha ammesso che soltanto dieci soldati avrebbero sconfinato, ma per sbaglio, e sarebbero stati comunque catturati dall’esercito ucraino.
DUEMILA MORTI
In questo scenario di guerra i morti sono già oltre duemila. Renzi ha telefonato ieri al presidente russo Vladimir Putin. Una telefonata con la quale, secondo il comunicato di Palazzo Chigi, Renzi ha parlato a Putin nel suo ruolo di presidente di turno dell’Unione europea. Definendo l’ingresso delle truppe russe in Ucraina «una escalation intollerabile le cui conseguenze sarebbero gravissime». Sollecitando poi, anche in vista del Consiglio dei ministri della Ue in agenda oggi a Milano e del vertice europeo a Bruxelles in programma domani, un rapido ritorno a una trattativa. Nel frattempo, anche la Nato ha convocato per stamane un vertice.
Palazzo Chigi non dice cosa Putin abbia risposto a Renzi sull’ingresso di truppe russe in Ucraina. Il comunicato del Cremlino sulla telefonata con Renzi è di tutt’altro tenore. Mosca riferisce che Renzi ha cercato Putin, e che i due hanno condiviso la necessità di maggiori sforzi della comunità internazionale per fermare lo spargimento di sangue in corso e per «prevenire una catastrofe umanitaria» del sud-est dell’Ucraina. Obbiettivo condiviso è poi il raggiungimento di una «rapida soluzione politica» in Ucraina. Mosca, infine, sottolinea che i due leader avrebbero parlato anche della cooperazione italo-russa. Del resto, gli interessi bilaterali sono uno dei motivi d’imbarazzo dell’Europa. Angela Merkel, ha ammesso esplicitamente il danno della crisi sull’economia di Berlino. Ma ieri, in vista del vertice di Bruxelles, ha dovuto parlare nuovamente di sanzioni, costretta a riconoscere che la situazione in Ucraina è nuovamente peggiorata.

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