Milano, ebreo ortodosso accoltellato al volto in strada. La comunità: “Abbiamo paura”

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Quattro coltellate, e una ferita di 7 centimetri al volto. Un membro della comunità ebraica, che indossava la kippah, è stato accoltellato poco prima delle 20 in una strada non lontana da una scuola ebraica di Milano. E il timore che si è diffuso è quello che possa trattarsi di un episodio collegato alle tensioni in Medioriente, anche se nessun elemento ha confermato le paure che hanno angosciato la comunità. Dopo gli accertamenti, la polizia ha fatto sapere che, al momento, non ci sono evidenze che possano far pensare a una matrice antisemita. Ma il viceprefetto vicario Giuseppe Priolo ha convocato con urgenza un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per le 9. E’ stata intensificata la vigilanza agli obiettivi ebraici.

L’aggressore, che non parlava arabo, è stato visto allontanarsi da una donna che portava fuori il cane e notato togliersi il passamontagna con il quale ha agito mostrando capelli biondi e carnagione chiara. I testimoni fondamentali sono tre: oltre alla donna, un amico della vittima e una bambina. Il 40enne, ebreo ortodosso, è stato assalito in via San Gimignano. E’ successo intorno alle 20.15, davanti a un ristorante kosher, il Carmel. E’ stato trasportato al Niguarda, dove ha subito un intervento per ricucire il taglio al volto. Subito dopo, nella zona è scattato anche un allarme bomba: gli artificieri hanno chiuso una strada vicina, via Sardegna, e hanno controllato un altro ristorante ebraico.

Fonti della comunità hanno spiegato che il ferito – Nathan Graff, israeliano – è il genero di un rabbino di origine afghana, Hetzkia Levi. Le prime indicazioni raccolte tra i membri della stessa comunità davano l’aggressore come presumibilmente di origine araba. “Abbiamo il timore che sia un episodio simile a quelli avvenuti a Parigi con ‘cani sciolti’ che emulano quanto avviene in Medioriente”, è stato l’immediato allarme di Ruggero Gabbai, consigliere comunale Pd e membro della comunità.

L’aggressione è avvenuta al civico 14, zona solitamente tranquilla. Sul posto anche la Scientifica. E’ stata la donna a chiamare la polizia. Alcuni residenti hanno detto inoltre di aver sentito l’aggressore urlare due volte “ti ammazzo”, in italiano. Sul movente, al momento, non ci sono elementi chiari. La polizia è al lavoro per ricostruire l’episodio e raccogliere immagini della telecamera di sorveglianza della zona che dovrebbe aver ripreso la fuga.

Da quello che è stato possibile ricostruire, il ferito stava tornando da fuori Milano, dove lavora in un’azienda vinicola. Era appena sceso da un taxi e aveva con sé un trolley. L’aggressore gli è andato addosso e l’uomo ha cercato di difendersi respingendolo con le due mani, senza riuscirci. Colpito, è caduto per terra e l’aggressore ha infierito su di lui colpendolo ripetutamente. Uno dei testimoni lo ha visto e ha cercato di intervenire. Nella colluttazione l’aggressore ha perso il passamontagna e l’hanno visto in faccia. Poi è scappato, inseguito inutilmente. Ad attenderlo ci sarebbero stati altri due uomini, con i quali è poi scappato in macchina. Tanta la preoccupazione tra i conoscenti, sicuri che l’uomo sia stato colpito solo perché ebreo.

Il co-presidente della comunità Milo Hasbani ha fatto visita al ferito. “Siamo vicini al giovane e alla sua famiglia – si legge sul sito ufficiale della comunità mosaico-cem.it – e confidiamo si tratti di un episodio isolato. Le misure di sicurezza saranno rafforzate”. “È l’episodio più grave che si sia mai verificato a Milano”, ha aggiunto però l’altro co-presidente Raffaele Besso. “Certamente siamo molto spaventati”, ha detto Walker Meghnagi, ex presidente della comunità di Milano. “Un’aggressione così non ce la saremmo mai aspettata, siamo molto scossi tutti. L’agguato deve essere stato organizzato con cura perché è avvenuto a cento metri dal ristorante pizzeria kosher dove vanno a mangiare i ragazzini a pranzo. Comunque abbiamo un dialogo continuo delle forze dell’ordine, ci aiutano con la difesa dei luoghi ebraici. Ma è la politica a dover prendere una posizione chiara. La Mogherini si interessa all’etichettatura dei prodotti provenienti dalle colonie invece di pensare a cose più importanti. Questo porta a irrigidire le posizioni, e a spingere queste persone che vogliono emulare ciò che succede in Israele”.

Sull’episodio è intervenuta anche la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello: “Esprimo tutto lo sgomento della comunità ebraica per il ferimento del cittadino italiano di religione ebraica ferito a Milano. L’uomo fortunatamente non è grave. Dobbiamo costatare che l’appello dell’Isis di colpire gli ebrei ovunque si trovino purtroppo sta facendo proseliti”.

La Repubblica