Milan Euro 4

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Primavera rossonera. Il quarto successo consecutivo porta il profumo d’Europa sotto la panchina di Seedorf. Sabato Parma-Inter potrebbe aiutare vieppiù la rimonta di un Milan che riceverà il Livorno, un’altra pericolante. Magari meno rassegnata del Catania visto ieri che si sta inabissando con un aplomb inglese decisamente stonato rispetto alla situazione di classifica. Che essendo disperata, pretenderebbe un comportamento agonisticamente più deciso. Invece soltanto Rolin e Rinaudo hanno mostrato i denti e il secondo ha pagato con un’espulsione che nel finale avrebbe potuto spalancare ai milanisti orizzonti di gloria. Invece il diamante estratto a metà primo tempo dal bagaglio di classe di Montolivo è rimasto un solitario. Che non ha abbagliato a lungo San Siro: a metà ripresa c’è stato anche un momento di fischi stizziti stante l’assoluta carenza di spettacolo e di gioco.
La differenza Già, la differenza con l’ultima della classifica, stringi stringi, l’hanno fatta quella cannonata di Montolivo al 23’, che trova Andujar poco reattivo, e due paratissime di Abbiati, la prima sullo 0-0, per cacciare in angolo dei tiri di Barrientos e Lodi (quest’altro tiro poteva fruttare il pareggio) in un panorama desertico: per le emozioni e azioni ben congegnate ed eseguite bisogna ripassare. Ma grazie al Bologna che ha frenato il Parma, l’Europa dista 3 punti (i gialloblù, però, sono avanti per lo scontro diretto). Toro permettendo, certo.

Equivoco È un Milan frenato, gioca sotto ritmo, e quindi risulta prevedibile. Perché? Beh, da quanto si è visto (anche) in questa circostanza, affinché la manovra decolli occorre come prima cosa che Seedorf definisca in maniera chiara il ruolo di Balotelli. Attualmente è equivoco. Perché Mario dovrebbe fungere da centravanti puro, finalizzando i passaggi soprattutto dei tre compagni che gli giostrano alle spalle e cioè Kakà, Taarabt e (mancando Honda) Poli. Ma per indole sua, Balo tende ad arretrare a caccia dei metri necessari ad armare i suoi lanciarazzi. Così facendo, però, oltre a calpestare gli stessi metri quadri del trequartista centrale (Kakà si alternava con gli altri due), priva la squadra di un riferimento, anche aereo, in mezzo all’area. Come si è visto benissimo nella ripresa, quando il solo Mexes, con un’acrobazia, si è offerto a un cross in mezzo all’area.

Una soluzione Seedorf ha tolto Poli per inserire Abate all’ala destra e si è ricordato di Pazzini solo in extremis. Se avesse inserito Pazzini per Poli si sarebbe giocato l’ultimo spicchio di gara con Balotelli trequartista e ricavandone magari vantaggi pratici considerato pure che il Catania è rimasto in dieci al 79’ per un ruvido tackle del già ammonito Rinaudo (ma questo però Seedorf non poteva saperlo). Con i «se» non si fa la storia, nemmeno quella del calcio, però l’idea del «doppio centravanti» continua a stuzzicare il grande popolo rossonero. A proposito di tifo. La Sud è scaduta in cori offensivi contro Roma e Catania.

Super Abbiati Il Catania, che ha avuto in Barrientos l’uomo più pericoloso (mentre Bergessio ha deluso), ha costruito una palla gol più degli avversari. Senza le risposte di super Abbiati, quindi, il Milan avrebbe potuto rimetterci le penne. Kakà non era in serata di grandi ispirazioni, Taarabt ci ha messo qualche sgroppata delle sue senza trovare stavolta il corridoio giusto e il resto della produzione offensiva non ha mai impensierito la difesa ospite e tanto meno Andujar. Pure a centrocampo match pari su un livello modesto. Montolivo e Abbiati, i tre punti quindi hanno nomi e cognomi. Ora per centrare l’Europa League servono tutti gli altri. Cioè un Milan non solo vincente ma pure convincente.

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