M5S, Pizzarotti: “Sospensione illegittima e evidente abuso, clima da caccia alle streghe”

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“Noi a Parma abbiamo fatto della trasparenza la nostra bandiera, abbiamo pubblicato e continuato a pubblicare sul sito del Comune documenti che non sono dovuti. Tutta questa situazione è stata generata da un esposto del Pd, e ha fatto gioco al Pd”. Lo dice Federico Pizzarotti, nel corso della conferenza stampa a Parma in cui ha presentato la sua memoria contro la sospensione dal Movimento.

Ma la difesa di Pizzarotti non convince i vertici: l’espulsione resta sul tavolo

“Il non statuto – continua il sindaco – è l’unico documento riconosciuto come regolamento, non si parla di sospensione ma di requisiti che noi abbiamo saldamente rispettato, tutti. Non si è violato nessuno di questi principi. Poi c’è un regolamento, non votato da assemblea” ed è dunque “come non esistesse, non ha validità, e quel che viene regolato in quel documento non è stato comunque violato”.

“L’ultimo documento che abbiamo preso in considerazione – mette in chiaro – è il regolamento di Camera e Senato, l’unico in cui si parla di trasparenza: anche volendo prendere in considerazione questo, non abbiamo violato il regolamento. A nostro avviso è proprio la procedura di sospensione non legittima, non andrebbe presa in considerazione. Nessuno ha taciuto sull’avviso di garanzia, quello che abbiamo fatto è tutelare i diritti costituzionali anche delle altre persone coinvolte. Il primo interlocutore per noi è la magistratura”.

“E’ paradossale – continua Pizzarotti – che in questi 10 giorni nessuno si sia fatto vivo. Sarebbe stato qualcosa di dovuto, utile e doveroso, rispetto anche a tantissimi attivisti ed eletti”.

Il sindaco ducale ricorda di “non avere avuto contatti con il direttorio da mesi, noi abbiamo pubblicato solo una piccola parte di contatti che abbiamo tentato di prendere con Di Maio, Fico in questi mesi. Anche a Imola”, alla festa del Movimento dove c’erano tutti i vertici 5 Stelle, compresi Grillo e Casaleggio, “abbiamo cercato un contatto”.

La sospensione dal Movimento, scrive ancora Federico Pizzarotti nella memoria difensiva, è “espressione di un evidente caso di abuso del diritto e gli assunti in esso contenuti del tutto privi di fondamento “. “Desidero sottolineare come il provvedimento adottato nei miei confronti si ponga in aperta contraddizione e in controtendenza rispetto ai comportamenti tenuti in altri casi che hanno visto sindaci del M5S ricevere avvisi di garanzia”.

“Da anni, ormai, vengo più o meno esplicitamente accusato di non essere un vero 5 Stelle. Le motivazioni addotte le più disparate. La più diffusa, di certo, un mio ipotetico accordo con il Pd”, continua il sindaco aggiungendo che “qualunque cosa faccia per dimostrare la mia buona fede c’è sempre qualcuno disposto ad alimentare dubbi sulla mia persona”.

“Molte persone con anche responsabilità all’interno del Movimento infatti – accusa – raccontano falsità come verità, creando confusione e un clima di caccia alle streghe”.

“Se sarà revocata la mia sospensione – afferma – io sarò felicissimo di rimanere e far parte a pieno titolo del M5S”.

Pizzarotti riconosce di essere stato “più volte critico verso certe scelte. Ma mai, mai, l’ho fatto per distruggere. Ciò che mi ha sempre mosso e la volontà di vedere crescere, migliorare, maturare il nostro Movimento”.

“Ciò su cui vi invito a riflettere – scrive il sindaco in un altro passaggio del documento, reso noto su Fb – è se una mia espulsione faccia il bene del M5S o di chi spera che il M5S si indebolisca. Non sono perfetto, come non lo è nessuno, ma in 4 anni di governo della città abbiamo raggiunto risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Pizzarotti contesta il provvedimento di sospensione dal M5S nella sua “assoluta iniquità, nullità e illegittimità, così come l’infondatezza degli assunti in esso contenuti”. Il sindaco ducale, che posta su Fb l’intero documento,taccia le accuse che gli vengono mosse come “pretestuose e del tutto prive di fondamento”.

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