L’Italia di Conte parte forte: Zaza-Bonucci, Norvegia ko

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Non dovremo risalire la corrente come i salmoni norvegesi. Torniamo da Oslo con tre punti, due gol, un’altra porta inviolata e la conferma che sì, abbiamo una squadra, e non più un’accozzaglia di presunti o aspiranti campioni divisi e litigiosi. La strada verso l’Euro 2016, considerati i prossimi impegni con Azerbaigian e Malta, è già in discesa. Lasciamo che ci porti la corrente, i salmoncini possono nascere al mare di Palermo, prossima sede che ospiterà gli azzurri, non ci sarà bisogno di lottare in salita.

ZAZA SHOW — La seconda di Conte (il primo a vincere qui dopo Pozzo dopo 77 anni) è ancora targata Zaza, che stavolta segna un gol e ne sfiora altri due, in contropiede nella ripresa: una traversa piena, uno scavetto da “zoppo” (uscirà poco dopo), salvato da Forren sulla linea. In mezzo la solita corsa, alternata a colpi di classe. La “pesca miracolosa” di Conte (ok, aveva segnato col Sassuolo, ma…) e la continuità, rappresentata da Bonucci. Leo, quello che, della rodata difesa juventina, sembrava il meno sicuro del posto: invece c’è lui a guidare il gruppo, e a metterci la testa sul cross di Pasqual. Nel finale avremmo potuto dilagare, Buffon torna a casa coi guanti nemmeno da lavare. Tutti meriti nostri? Demerito della Norvegia? Lo scopriremo nel girone. Ma “l’avversario non esiste”, diceva il “professor” Scoglio. Senza esagerare, l’impressione è che conti poco, per Conte. Si gioca sempre alla stessa maniera. Se poi finisce sempre 2-0, siamo a cavallo.
I GOL — Per un attimo pare che il nostro gol debba arrivare sempre, puntuale, al 3’: lancio De Rossi, cross Darmian, Zaza è lì ma non ci arriva. No, niente bis della partenza lampo. Bisogna aspettare, ma nemmeno troppo. Minuto 16, De Sciglio da sinistra la mette rasoterra verso il centro: doppia finta di Giaccherini e Immobile, Zaza sembra defilarsi troppo, poi tira. Il diagonale è deviato da Nordtveit, vale l’1-0 e il primo gol azzurro del nostro nuovo centravanti. Al c.t., in questa fase va tutto bene, al 17’ della ripresa mette Pasqual e 15 secondi dopo quello piazza il cross del 2-0, per un Bonucci dimenticato dalla difesa. Poi blocca il cambio di Zaza, e Simone quasi fa il 3-0. L’unico brivido finale è per Immobile, che esce in barella.

GIOCO LARGO E VELOCE — Solidità, velocità, intensità. E’ tutta un accento sulla a, questa ItalConte. La Norvegia è meno catenacciara di come era stata dipinta, ad aprirla poi ci pensano anche Darmian e De Sciglio, larghissimi sulla linea degli attaccanti quanto impostiamo. Così, i vichinghi devono aprirsi per forza. Logico, viene da chiedersi perché non lo facciano tutti. Forse perché gli esterni si sfiancano, e quindi talvolta (più il milanista) perdono di lucidità. Per il resto la ricetta è quella di Bari: rispetto delle posizioni (Conte li teleguida, dalla panchina), lanci immediati e cambi di gioco, punte che si fanno il mazzo. Giaccherini è più lucido e propositivo di un impreciso Florenzi (tanto che Giak arriva anche al tiro al 31’), la difesa concede qualcosa in più rispetto a Bari. Un paio di tiri alti di King, niente di trascendentale, ma anche qualche brivido in mischia e una certa titubanza ad uscire dal pressing. Ma siamo ai dettagli, o quasi. Non è male esserci dopo due sole partite della nuova gestione.

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