L’Europa in tre partite

Lazio Atalanta Reja' 2

Una stagione in otto giorni. A poche ore dalla sfida al Milan, di scena stasera in uno stadio Olimpico ancora una volta infuriato con il presidente Lotito, Edy Reja non si nasconde. Il futuro della Lazio è adesso, tre partite in una settimana tutte decisive per la rincorsa al 6° posto, ultimo buono per la qualificazione all’Europa League.

Sbagliare è vietato per non gettare al vento una stagione cominciata male e proseguita poco, ma solo poco meglio. L’eliminazione dalle due coppe ancora brucia, il recupero in campionato non è semplice (a Natale la Lazio era lontana nove punti dal Verona all’epoca sesto in classifica) ma neanche impossibile: Reja finora ha tenuto una media eccellente (quasi 2 punti a partita, da quando è arrivato solo Juve, Parma e Napoli hanno fatto meglio) fallendo però «le sfide della verità» contro Catania e Atalanta, due gare da vincere per compiere il definitivo salto di qualità e guardare alla classifica con più ottimismo.

Guardare indietro, del resto, è inutile. Il sesto posto è distante cinque punti e la Lazio non può più permettersi passi falsi. Reja lo sa, l’ha spiegato già prima della sfida al Cagliari e lo ribadisce ora, alla vigilia della «settimana decisiva per il futuro della Lazio – come ha ammesso il tecnico biancoceleste – tre partite in cui si deciderà la corsa all’Europa League»: stasera il Milan, mercoledì il Genoa in trasferta e domenica prossima lo scontro diretto con il Parma nuovamente all’Olimpico.

«La partita contro il Milan può rappresentare la svolta – ha spiegato Reja – per noi sarebbe importantissimo vincere per il morale e la classifica. Mancano dieci gare alla fine, non possiamo sbagliarne neppure una perché siamo in ritardo, ma io sono fiducioso: abbiamo lavorato bene, se manteniamo la giusta intensità e concentrazione possiamo mettere in difficoltà il Milan e poi lottare fino alla fine per un posto in Europa League. A noi il futuro».

I rossoneri non preoccupano il tecnico e non potrebbe essere altrimenti, visto il caos regnante a Milanello in questa stagione. Reja difende Seedorf («Non è sempre e solo colpa degli allenatori: lui è arrivato da poco, deve affrontare dei problemi ma non ha la bacchetta magica. Diamogli tempo»), diffida delle qualità individuali dei milanisti («Hanno giocatori tecnici, non vanno lasciati liberi, possono decidere la partita in ogni istante e poi vorranno reagire dopo le critiche ricevute»), ma crede nella Lazio e rilancia il giovane Keita, ormai un punto fermo della squadra biancoceleste. «Gli ho dato delle opportunità e ha saputo approfittarne – ha osservato il tecnico goriziano – Un parallelo con Balotelli? No, Mario ha fatto diverse cose in campo e fuori, mentre Keita è giovane, deve confermarsi e mantenere l’equilibrio trovato. Ora, però, noi dobbiamo pensare solo al Milan». Perché la Lazio non può più sbagliare se vuole sognare l’Europa. Il futuro è adesso.

IL TEMPO