L’esplosione al terzo piano di un palazzo in via Portoferraio nella zona di via Brioschi. Una delle persone decedute è la madre delle bimbe. La più piccola ha ustioni sul 40-45 per cento del corpo. Pisapia: “Tragedia terribile, lutto cittadino”. Il cordoglio di Renzi

milano esplosione

Le 8.56 di una domenica mattina. Il tempo è piovoso,: c’è chi è ancora a letto, chi sta iniziando a far colazione. Poi l’inferno: un’esplosione che sventra il palazzo, spacca i vetri, ferisce i timpani. Poi lo spavento che rimane negli occhi per ore. Quattro minuti dopo, alle 9, la palazzina che si affaccia su via Brioschi a Milano, sulla strada privata Portoferraio, è semicrollata, i residenti sono in strada, in pigiama, terrorizzati. “Ho pensato a una bomba” dice uno. I vigili del fuoco parlano subito di una fuga di gas, la procura esclude il gesto volontario e indaga per disastro colposo.

Tre morti e nove feriti. Poi si contano le vittime: tre morti e nove feriti, 4 sono bambini, una è una donna incinta. Due bimbe di 7 e 11 anni sono gravi, hanno ustioni agli arti e al volto e sono state sedate dai medici appena arrivate al Centro grandi ustionati del Niguarda. La più grande ha bruciature sul 20-25 per cento del corpo, la più piccola, sul 40-45 per cento, alcune di grado profondo. Ed è quella in condizioni più gravi. Secondo i medici non sono in pericolo di vita, ma per il bollettino bisognerà aspettare fino a domani. La loro mamma non ce l’ha fatta: aveva 43 anni, si chiamava Micaela Masella ed era la direttrice delle relazioni esterne di una scuola di danza. Il padre delle bambine, 51 anni, è ustionato ed è stato portato anche lui a Niguarda. Le altre due vittime erano due fidanzati di 27 anni: Riccardo Maglianesi stava facendo un master in Bocconi, mentre Chiara Magnamassa, designer di scarpe, lavorava da qualche tempo in un negozio del centro. Pare che lo scoppio sia avvenuto nell’appartemento in cui questi due ragazzi erano ospiti e che abbia poi travolto l’appartamento della famiglia delle due bimbe, distruggendolo completamente. Nel corso delle primissime operazioni sono rimasti leggermente feriti anche un vigile del fuoco e tre agenti di polizia.

Si scava tra le macerie. L’esplosione è stata udita in tutto il circondario – dallo Stadera al Ticinese, da Porta Romana alla Barona – sono esplosi vetri a 200 metri di distanza. Per ore e ore i vigili del fuoco hanno scavato sotto le macerie con le mani e con l’aiuto dei cani per verificare che non ci fossero altre persone sepolte sotto le macerie.

Le cause. Le prime conclusioni delle verifiche parlano di una probabile fuga di gas che si è verificata – come già detto – nella casa in cui erano ospiti i due ragazzi morti e in particolare dai fornelli della cucina. Le vie limitrofe a via Brioschi sono state chiuse al traffico per far intervenire i soccorsi. Numerosi mezzi di soccorso di vigili del fuoco, polizia e carabinieri hanno isolato la zona per permettere ai soccorsi di lavorare senza intralcio.

“C’era odore di gas”. A dirlo è Andrea Rizza, carpentiere 27enne che era ospite di amici nella palazzina di fronte: “Ho sentito odore di gas, fortissimo, poi il botto”. Il 27enne dice di essere stato “svegliato da un sasso entrato dalla finestra e finito tra le sue gambe”. Ma lui è rimasto miracolosamente illeso, anche se la stanza da letto in cui dormiva (si trovava a venti metri di distanza dal palazzo dell’esplosione) è stata devastata. “Allora mi sono affacciato alla finestra – ha detto – e ho visto la bambina che camminava sulle macerie. Solo a quel punto ho capito”.

“Sembrava una bomba”. Un altro residente descrive lo scoppio così: “Ho pensato a un attentato, ma poi ho capito che proveniva da quell’abitazione”. L’uomo ha spiegato che il palazzo era stato recentemente ristrutturato: “Non so cosa possa essere successo, magari – ha ipotizzato – una fuga di gas, magari qualcuno aveva in casa una cucina economica”.

Pisapia: “Lutto cittadino”. Il cordoglio di Renzi. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, parla di “una tragedia terribile che colpisce tutta la nostra comunità. A nome di tutti i milanesi esprimo il più profondo cordoglio per le vittime e la vicinanza a tutti i feriti. Proclamo poi fin da oggi il lutto cittadino per il giorno in cui si terranno le esequie delle persone che hanno perso la vita”. Pisapia, che ha ricevuto una chiamqata del premier Renziche ha espresso il suo cordoglio e si è informato sulle condizioni dei feriti, aggiunge che “il Comune si è già attivato per trovare immediatamente una sistemazione per le famiglie le cui abitazioni sono state danneggiate dall’esplosione e per tutte le altre loro necessità. Desidero poi ringraziare tutti i soccorritori: vigili del fuoco, ambulanze, polizia locale e forze dell’ordine che sono subito intervenuti sul luogo dell’esplosione”.

Tre edifici danneggiati e 60 famiglie evacuate. Alla conclusione di una giornata di verifiche il Comune diffonde una nota con un primo bilancio dei danni provocati dall’esplosione. Gli edifici
inagibili sono tre per un totale di una sessantina di appartamenti Sono quindi 60 i nuclei familiari che al momento hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, di cui 21 famiglie residenti nello stabile dove si è verificato lo scoppio. Sono 17 le famiglie, per un totale di 56 persone (tra cui 9 minori), che hanno accettato l’ospitalità del Comune in albergo. Gli altri nuclei familiari hanno preferito farsi accogliere da amici e parenti presso le loro case.

La Repubblica