Legge elettorale, l’intesa regge

GIORGIO NAPOLITANO 2

L’accordo Renzi-Berlusconi-Alfano sta reggendo il test del voto della Camera, compresi quelli a scrutinio segreto. Non mancano però le tensioni, a partire da quella sulle quote rosa, che sta spaccando soprattutto Forza Italia, cosa che ha portato ad uno slittamento del voto finale a lunedì prossimo, deciso dalla Conferenza dei capigruppo, nonostante la contrarietà del Pd. Ma sono le parole del presidente Napolitano a costituire l’elemento principale della giornata: il Capo dello Stato ha infatti chiarito che non intende pronunciarsi mentre il Parlamento sta lavorando, ma che prima di promulgare la legge procederà ad un «attento esame».
Ieri l’aula della Camera ha lavorato fino a Mezzanotte respingendo tutte le proposte di modifica estranee al patto Pd-Fi-Ncd. Sono stati bocciati, tra l’altro, gli emendamenti dei partiti minori che abbassavano le soglie di sbarramento (il 4,5% per i partiti coalizzati, l’8% per quelli che corrono da soli). Però sia la minoranza interna del Pd, con Gianni Cuperlo, sia Ncd, hanno ribadito la volontà di sollevare il tema delle preferenze (estranee all’accordo) durante l’esame in Senato.