Lazio, poker e terzo posto. Il Cagliari si sveglia tardi

ITALY SOCCER SERIE A
Un primo tempo sul velluto, una ripresa di pura sofferenza. La Lazio di Pioli torna a vincere fra le mura amiche (cinque successi e un pari nelle ultime sei partite) e si prende il terzo posto in classifica insieme alla Sampdoria. Contro il Cagliari finisce 4-2 ma la gara dei biancocelesti è da dottor Jekyll e Mr. Hyde. Scintillanti nel primo tempo (chiuso sul tre a zero), timorosi e sotto tono nella ripresa. Il Cagliari di Zeman – in dieci uomini dal 72′ per il rosso diretto a Ibarbo – esce dal prato dell’Olimpico a testa alta recriminando una frazione di gara regalata agli avversari.

PRIMO TEMPO, SOLO LA LAZIO – Con Klose schierato titolare al fianco di Lulic e Candreva, nel primo tempo in campo c’è solo la Lazio. Furiosa, organizzata, tonica e determinata, la squadra di Pioli gestisce la gara con ordine e personalità senza patire praticamente mai gli avversari, ingabbiati nelle trame degli uomini di Pioli. Dopo meno di mezz’ora i biancocelesti sono già avanti di tre gol. Sblocca in apertura Mauri, poi ci pensa Klose che segna due volte in due minuti. La gara, di fatto, sembra già chiusa visto che il Cagliari non riesce mai ad arrivare pericolosamente dalle parti di Marchetti che trema solo su una punizione dal limite di Conti altra di un soffio. Mauri sfiora la doppietta in chiusura di primo tempo ma non trova la porta di pochissimo. I padroni di casa vanno al riposo per la sesta volta consecutiva in vantaggio, accompagnati dagli applausi dell’Olimpico.

RIPRESA, SI SVEGLIA IL CAGLIARI – Il Cagliari di Zeman la sua partita la comincia nella ripresa. Merito di un Ibarbo finalmente lucido e pericoloso. La velocità del colombiano mette a disagio la retroguardia laziale, guidata da un attento De Vrij, non sempre coadiuvato dal lento Ciani. Dopo tre minuti arriva il gol del Cagliari: Marchetti si oppone ad un tiro di Ibarbo con i pugni, poi Braafheid è sfortunato nel deviare nella propria rete la ribattuta sotto misura di Cossu. La gara cambia, il Cagliari crede nella rimonta. Lulic spreca incredibilmente il colpo del ko in contropiede su assist di Candreva al 52′, poco dopo è Ibarbo a non battere Marchetti in beata solitudine su una verticalizzazione di Sau. Il match è più equilibrato con i sardi a trazione anteriore nel tentativo di creare insidie ai padroni di casa. Pioli dopo un’ora toglie dal campo Klose (standing ovation per lui) per inserire Djordjevic. Candreva al 70′ spaventa Cragno con un tiro cross che non trova la deviazione vincente dei compagni. Due minuti dopo arriva l’espulsione di Ibarbo per una reazione su Lulic a centrocampo. L’inferiorità numerica crea un pesante contraccolpo psicologico sulla squadra di Zeman che si ritrova a dover rincorrere senza poter puntare sul proprio uomo migliore. Zeman inserisce Joao Pedro per Cristeig, Pioli si copre con Onazi al posto di Lulic. La stanchezza prende il sopravvento ma il Cagliari non si arrende e con Joao Pedro torna in partita a sei minuti dal termine: il brasiliano è bravo ad insaccare sotto misura su assist di testa di Benedetti. La Lazio riesce a gestire senza troppe ansie il minimo vantaggio rimasto e proprio in chiusura mette il sigillo al match insaccando il 4-2 con il neo entrato Ederson. Al triplice fischio l’Olimpico tira un sospiro di sollievo. Il meritato successo lancia i biancocelesti al terzo posto in classifica in compagnia della Sampdoria. Con Napoli, Milan, Inter e Fiorentina alle spalle il diesse Tare ha detto che la Champions è un obiettivo ancora prematuro ma stasera la Lazio ha regalato ottime sensazioni a tutto il suo popolo.
CORRIERE DELLO SPORT