La Roma saluta la Coppa Italia. Umiliata dallo Spezia ai rigori

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La Roma tocca il fondo, viene eliminata dalla Coppa Italia per mano dello Spezia, che si aggiudica la lotteria dei rigori dopo il doppio errore dal dischetto dei bosniaci Pjanic e Dzeko. I liguri non sbagliano nulla dagli undici metri e si dimostrano lucidi dopo 90 minuti in cui hanno comunque fatto più dei giallorossi, mai pericolosi, mai incisivi. «Garcia vattene» è il coro dei pochi sparsi nello stadio, difficile aggiungere altro. Il tecnico francese cambia sette undicesimi della formazione titolare, apporta le maggiori modifiche in difesa, dove si rivede Castan, in coppia con Rudiger, Maicon a destra ed Emerson Palmieri a sinistra. C’è tanto Brasile dietro. In porta De Sanctis dà il cambio a Szczesny. Centrocampo con Vainqueur, Pjanic e Uçan trequartista con Salah e Iturbe, ormai prossimo all’addio. Perno centrale Dzeko, che fa gli straordinari in Coppa. Nei primi 25 minuti si vedono solo due tiri dalla distanza, il primo di Brezovec non troppo lontano dalla traversa, l’altro di Uçan leggermente deviato dal portiere (ma l’arbitro non vede il tocco e non dà l’angolo). Al 26’ Castan salva su Nenè che accorreva sulla respinta corta e rischiosa di De Sanctis dopo il tiro apparentemente innocuo di Situm. Al 33’ Dzeko segna a gioco fermo, il guardalinee Paganessi vede bene un fuorigioco millimetrico del bosniaco. Il primo tempo si chiude senza reti, tra i fischi dei pochissimi tifosi giallorossi presenti. Pieno e più rumoroso il settore ospiti. La ripresa resta su ritmi bassi, le emozioni scarseggiano, l’unico a provarci è Nenè, che s’invola un paio di volte verso la porta della Roma: prima viene fermato da Maicon e Palmieri, poi Rudiger lo costringe ad un tiro poco preciso sull’esterno della rete. Garcia si gioca la prima carta all’ora di gioco, manda in campo Florenzi al posto di Iturbe, segue il cambio Vainqueur-De Rossi. Al 65’ Salah si trova a tu per tu col portiere, ma alza troppo il pallone e manda fuori. Il tecnico francese deve usare l’ultima sostituzione per togliere Palmieri coi crampi e mettere Digne. Dzeko e Salah sono destinati a finire la partita. Lo Spezia sembra stare meglio fisicamente e, quando decide di avanzare, almeno va vicino al gol. Nenè difende bene palla, si libera degli avversari con una veronica, poi serve Catellani sul fronte opposto: sinistro su cui si immola Rudiger in scivolata. Al 91’ Uçan ci riprova da fuori, è stanco al punto da tracollare a terra coi crampi dopo il tiro, ma quantomeno impegna il portiere avversario con un bel destro. Sarà costretto a giocare anche i supplementari, perché i cambi sono finiti e i tempi regolamentari si chiudono sullo 0-0, il terzo consecutivo per la Roma. Sarà dura per chi non è abituato a giocare nemmeno 90 minuti. Nell’extra-time non succede nulla, hanno finito tutti la benzina e si va ai rigori. Il primo a prendersi questa responsabilità è Pjanic, ma scheggia la traversa. Efficace, invece, il tiro dal dischetto di Terzi. Tocca a Dzeko, che fa peggio del compagno di nazionale e manda in curva. Nenè non sbaglia ed è 2-0 il parziale. De Rossi fa il suo, 2-1. Juande fa il tris e festeggia mimando il pancione. Digne angola bene e batte Chichizola, Acampora indovina il tiro vincente ed elimina la Roma dalla Coppa Italia. Clamorosamente. Il quarto di finale più impronosticabile della storia sarà Spezia-Alessandria.

IL TEMPO