Keita: «Spalletti è un allenatore di grande carattere, ma poi in campo ci andiamo noi»

Presentato     Seydou Keita'

La carica in panchina del nuovo allenatore, due vittorie di fila, il terzo posto che vale la Champions League a portata di mano. Sembra stia tornando il sereno in casa Roma dopo il difficile passaggio di consegne tra Rudi Garcia e Luciano Spalletti. Ad elogiare il lavoro del tecnico toscano è in particolare uno dei senatore dello spogliatoio di Trigoria, Seydou Keita, che sottolinea però anche l’importanza di chi poi alla fine scende in campo: «Spalletti è un uomo con carattere, ho sempre sostenuto che la figura dell’allenatore dipenda dai suoi calciatori. Lui può comunicarci le sue idee, può dirci cosa dobbiamo fare, ma poi in campo andiamo noi. Quindi sono i giocatori che fanno gli allenatori».

E per spiegare meglio il concetto prende ad esempio il cammino di Luis Enrique, quasi cacciato dalla Capitale e ora sul tetto del mondo in Catalogna: «Quando vedi cosa ha fatto lui qui e poi vedi cosa fa al Barcellona te ne rendi conto, capisci l’importanza dei giocatori – evidenzia il centrocampista maliano – Poi è ovvio che contano anche le idee, i calciatori fanno quello che dice il tecnico, e la cosa più importante è che la squadra abbia fiducia nell’allenatore». Fondamentale è poi il sostegno dell’ambiente, cosa non sempre così scontata dalle parti di Trigoria.

«A Roma quando le cose vanno bene è magnifico, incredibile, ma quando vanno male è difficile giocare perchè i tifosi ti fischiano sempre – ricorda Keita a Sky Sport24 – Non conosco un giocatore che riesce a fare bene quando è fischiato, mai visto. E io ho giocato con grandi campioni, ma è impossibile. La cosa più importante, quando le cose vanno male, è aiutare la squadra e i giocatori».

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