Juventus, Real di nuovo alla carica per Morata

MORATA

“Il Real non dimentica Morata”, titola il quotidiano spagnolo Marca, da sempre vicino alle questioni madridiste. La situazione dell’attaccante bianconero è stato sottoposta da un socio delle merengues all’attenzione del presidente Florentino Perez: “Morata? Riportarlo qui a fine stagione ci costerà 10 milioni in più di quanti ne abbiamo incassati”, ha tagliato corto il numero uno della Casa Blanca. Già, la “opcion de recompra”, il diritto di riacquisto, prevede che l’attaccante costato alla Juventus poco più di 20 milioni nel 2014 possa rientrare alla casa madre per 30 milioni nel 2016 e per 35 milioni nel 2017. Se invece sarà un altro club a farsi sotto, il prezzo del centravanti schizzerà a 80 milioni, da spartire a metà tra Juve e Real.

MAROTTA, MISSIONE-MORATA – Insomma, a giugno gli spagnoli si presenteranno a Torino con il malloppo pattuito. I margini di manovra per i bianconeri sono minimi, anche se non più tardi di un mese fa, nel feudo di Villar Perosa, Marotta tranquillizzò i tifosi dicendo che “Juve e Real hanno un buon rapporto, e Alvaro ha detto pià volte di voler restare con noi: cercheremo di togliere il diritto di riacquisto alle merengues”. La prima mossa della società bianconera sarà proporre un ricco rinnovo di contratto all’attaccante 22enne, che passerà da 2,5 a 3,5 milioni a salire a stagione. Dopodiché, la palla passerà allo stesso Morata che potrebbe non avere tutta questa voglia di tornare al Bernabeu, a disputarsi a sportellate un posto con i vari Cristiano Ronaldo, Bale, Benzema e James Rodriguez.

CACERES: “LA TESTA È GIÀ AL GENOA” – Intanto, smaltita la sbornia per il colpo (davvero) gobbo in casa del Manchester City, la Juventus si risintonizza sulle frequenze del campionato: “La testa è già sul Genoa”, assicura Martin Caceres. La vittoria in Champions League ha restituito autostima alla comitiva bianconera: “C’è grande soddisfazione, quella di Manchester era una partita importante, perché era la prima uscita in Europa”. Detto questo, come da input di Marotta, la Juve non può cullarsi sulle vittorie conseguite. Meglio guardare avanti e ritrovare il passo giusto anche in Serie A: “A Genova ci attende una partita fondamentale – prosegue il difensore uruguayano, intervistato da JTV -. Faremo il nostro massimo, vogliamo vincere la nostra prima partita in campionato”.

“AL FERRARIS SARÀ PIÙ DURA CHE A MANCHESTER” – Guai a pensare che, dopo aver superato in rimonta la capolista inglese, al Ferraris sarà una passeggiatina di salute. Al contrario: “Quella contro il Genoa sarà una partita più tattica e più difficile – avverte Caceres -. Il Manchester ha giocato aperto, lasciando degli spazi: l’Europa è un’altra cosa”. In chiusura, “El Pelado” si allinea alla politica aziendale bianconera: azzerare gli alibi, trasformare il gruppo in squadra e continuare a vincere. “Abbiamo cambiato molto, sono arrivati dieci giocatori nuovi, ma non dobbiamo cercare scuse. I più esperti aiuteranno i giovani a inserirsi in fretta. Non abbiamo iniziato la stagione al meglio, ma siamo convinti di poter fare bene. Vogliamo vincere anche quest’anno”.

POGBA INFLUENZATO, SANDRO E LEMINA SCALPITANO – Allegri vuole importare in Italia la Juve ammirata all’Etihad Stadium, soprattutto nel secondo tempo. Stessa grinta, compattezza, autorevolezza. E probabilmente stesso modulo tattico, il 4-3-3, ma con alcuni interpreti nuovi. Il tecnico spera di recuperare Pogba, questa mattina bloccato da un leggero stato influenzale. Domenica, in casa del Genoa, la Juve farà un po’ di turnover. A sinistra, al posto di Evra, ci sarà Alex Sandro, mentre sull’altra corsia Caceres potrebbe dare il cambio a Lichtsteiner. A centrocampo scalpita Lemina, possibile alternativa a Hernanes in regia o a Sturaro nel ruolo di interno. In attacco, infine, si va verso la conferma di Cuadrado e Morata, con possibile avvicendamento tra Mandzukic e Dybala (oppure Zaza).

La Repubblica