JUVE, STECCA D’EUROPA

Antonio Conte

Un gol per parte e verdetto finale rinviato a giovedì prossimo, quando la Juventus andrà a giocare in casa della Fiorentina. Il passaggio ai quarti di Europa League è ancora fortemente in bilico, con i viola che – però – tornano in Toscana con il prezioso gol di Mario Gomez. Risultato giusto, allo Stadium: partenza veemente dei campioni d’Italia poi piano piano la Fiorentina, forte dell’esperienza di domenica scorsa in campionato, ha preso campo e alla fine ha raggiunto l’obiettivo di chiudere imbattuta (prima italiana a riuscirci quest’anno allo Stadium) e pure con un gol in dote. Ecco perché dopo il fischio finale di Kuipers sono stati i viola a festeggiare, con i bianconeri arrabbiati e anche un po’ preoccupati.
ARTURO FA 18
Al fischio d’avvio, Conte – privo di Tevez – decide di rinunciare anche a Llorente, il gemello dell’Apache, e sceglie il tandem Osvaldo-Giovinco, con Isla e Asamoah esterni del centrocampo a cinque comandato da Pirlo (Pogba fuori). Barzagli e Bonucci in panchina; Caceres e Ogbonna in campo. Dall’altra parte, Montella opta per una difesa elastica a quattro e un centrocampo con capitan Borja Valero, assente in campionato perché squalificato, quasi sulla linea di Ilicic a supporto dell’ex Matri, punta centrale. Cuadrado in panca, con Mario Gomez. Pronti via e Juve in vantaggio (3’) con il 18° gol stagionale di Vidal, lesto a scaraventare alle spalle di Neto un pallone lavorato a centro-area viola da Giovinco. Diciotto gol, per il cileno: undici in campionato, 5 in Champions, due in Europa League. Terrificante. La rete di Vidal indirizza subito tatticamente la partita, con la Fiorentina alla (laboriosa) ricerca del gol del pari (Borja Valero sistematicamente sulle tracce di Pirlo) e la Juve tutta raccolta dietro la linea della palla e pronta a ripartire in contropiede. Mati Fernandez mette paura a Buffon, un po’ incerto nella parata, poi Neto è costretto a uscire in scivolata fuori area per anticipare Giovinco in fuga solitaria: ritmi elevati, rare pause e Vidal due volte vicino al secondo gol, di testa (prima bravo Neto, poi traversa). Spettacolo.
ECCO SUPER MARIO
Un filo troppo leziosa (e lenta) nel muoversi, la Fiorentina fatica a mettere davvero paura alla difesa della Juventus. I palleggiatori di Montella, Aquilani tra loro, si agitano con voglia in mezzo al campo ma il supporto che arriva da Matri e Ilicic è davvero poca cosa. Borja Valero, instancabile, si prende qualche libertà (tattica) di troppo, ma deve sempre stare attento alle mosse di Pirlo: morale della favola, Buffon chiude il tempo con un solo brivido, per un tiro sporco del solito Borja Valero che esce di poco alla sua sinistra. Squadra più allungate e poco spettacolo, intorno all’ora di gioco: Juve meno cattiva, viola meno lineari e ancora debolissimi in attacco: Matri non pervenuto, Ilicic evanescente. Dentro Llorente (poi anche Pogba) e pure Mario Gomez: Conte via via cambia gli attaccanti e il modo di attaccare, Montella ci prova ma non riesce a trovare il trucchetto tattico giusto per spaventare il nemico. Non molla, però, e così Ilicic, fino ad allora pessimo, si inventa la palla giusta in profondità proprio per Gomez che, approfittando della dormita di Ogbonna e dell’uscita scriteriata di Buffon, firma (79’) l’uno pari, tornando al gol dopo oltre sei mesi. Giovedì prossimo al Franchi la verità.