Il Napoli chiama, la Juve risponde. L’Inter vince, ma spreca troppo

SARRI

Pronostico fin troppo facile, e infatti pronostico rispettato. Le due regine del nostro campionato, Napoli e Juventus, vincono battendo rispettivamente Lazio (2-0) e Genoa (1-0). Più facile per i partenopei, ai quali la 23esima rete di Higuain spiana la strada verso il successo, più sofferenza per i bianconeri, che purtroppo devono incassare un grave infortunio a Caceres: per lui una lesione al tendine di Achille, la stagione è a rischio. Resta da capire se il rallentamento di ieri della Vecchia Signora sia voluto, in vista delle due partite che segnano questa parte della stagione: Napoli e Bayern. Prima della fine del mese avremo la risposta.

In ogni caso, le due gare di ieri segnano un record per entrambe: Sarri, con la settima vittoria consecutiva, eguaglia il binomio Bianchi-Maradona. Una cosa che mette giustamente i brividi a molti dalle parti del Vesuvio. Allegri con la tredicesima consecutiva cancella il filotto di un certo Antonio Conte, che sembrava insuperabile.

A voler trovare un problema anche per il Napoli si deve ricorrere all’ormai nota questione della rosa ridotta: ieri Sarri è stato costretto a rimpiazzare tre uomini (due per squalifica) e i sostituti hanno confermato che, pur in una gara senza particolari problemi, con loro in campo il livello tende ad abbassarsi. In modo particolare nella fase difensiva.

Alle spalle del duo di testa vince la Fiorentina, che però conferma di essere in un momento di forma scadente e fatica più del dovuto a battere (2-1) il Carpi. Ci riesce grazie a una magia di Zarate al 93esimo minuto, in pieno recupero, ma non sempre si può sperare in mezzi miracoli di questo tipo.

Vince anche l’Inter contro il Chievo: Mancini (squalificato) registra il ritorno al gol di Icardi e quello, parallelo, al successo per 1-0. Risultato con il minimo scarto che aveva caratterizzato tutta la prima parte della stagione. Problemi risolti? Direi di no: i nerazzuri hanno sprecato come troppo spesso acccade montagne di occasioni, riuscendo a finalizzare solo una volta: ormai è chiaro che il giochetto non può riuscire sempre, basta un intoppo per far crollare il castello di Mancini. Ma tre punti non si buttano via, soprattutto se interrompono un filotto negativo come quello che ha caratterizzato il periodo a cavallo tra fine 2015 e inizio 2016.

Bene il Milan, che batte 2-0 il Palermo con la coppia Bacca-Niang. La partita di fatto è durata solo 30 minuti, con i padroni di casa che non sono mai stati davvero pericolosi. Per il Diavolo tre punti importanti e soprattutto un accenno di continuità: le verifiche tuttavia si potranno fare solo dopo aver affrontato avversari più probanti. Anche l’Inter del derby, tutto sommato, è stata incontrata nel momento peggiore della stagione nerazzurra.

A fermarsi contro ogni pronostico è stato invece il Bologna, che ha perso a Frosinone pagando un’espulsione e un contestuale rigore. Per i padroni di casa è forse l’ultimo tentativo per agganciare il treno salvezza, per il felsinei uno stop che non compromette quanto di buono fatto finora.

Prossimo turno: Napoli-Carpi e Frosinone-Juventus per la vetta, Bologna-Fiorentina, Verona-Inter e Roma-Sampdoria per la zona Champions. Il Milan, in agguato alle spalle, riceverà l’Udinese.

Il Sole 24 Ore