Grillo: fuori dall’euro e dal Parlamento

BEPPE GRILLO 3

Calato il sipario sul Circo Massimo, Beppe Grillo è pronto a tornare in scena con un nuovo copione: «Martedì andremo a Genova, tutti i nostri parlamentari verranno a spalare, sono abituati a spalare merda in Parlamento».
É domenica. Sono le 5 della sera. L’arena si svuota, sfumano le note dell’inno di Fedez, la festa è finita. Dopo le acrobazie sulla gru, gli show da Circo Barnum, il gran finale era scontato, Ma alla fine l’ex comico ha superato la prova: è ancora capace di chiamare a raccolta il suo popolo. Al terzo giorno di mobilitazione il Circo Massimo è pieno come un uovo. «Siamo 200 mila», annuncia Luigi Di Maio. E il blog di Beppe Grillo rilancia: «oltre 100 mila persone si sono raccolte nell’area davanti al palco centrale ma calcolando il flusso nell’intera giornata possiamo dire che si sono registrate in totale 500 mila presenze». E la Questura parla di 150 mila persone.
CALAMITÀ PERSONALE

Intorno al leader si stringono i fedelissimi, gli uomini in camicia chiara stile democrat, le donne molto casual. Sono i “cittadini” e le “cittadine” cinquestelle che uscendo dal cono d’ombra hanno preso la parola seguendo una scaletta ben precisa. Era difficile trovare parole nuove dopo il diluvio di dichiarazioni, appelli, insulti, battute, lanciate da Grillo all’incirca nelle stesse ore in cui l’alluvione continuava ad abbattersi sulla sua Genova. Una sorta di calamità nella calamità, un disagio personale. Da qui forse le battute scherzose e gli scatti di rabbia, come quando ha insultato Brunetta – che annuncia querela, «contro di me epiteto razzista» – prendendo in giro il cpaogruppo azzurro alla Camera per la statura .
Ma ora è finita, anche se un po’ di imbarazzo è rimasto. Grillo non è ancora tornato a Genova e già alza i toni. Non è chiaro se chiederà le dimissioni del sindaco Doria («vedremo») Ma è come se lo avesse fatto quando dice che tutti «devono andare via immediatamente», perché «siamo sommersi dalla peste rossa». Parole che lasciano immaginare da che parte schizzerà il fango che i grillini spaleranno. Sullo sfondo la minaccia di un nuovo Aventino per far saltare il banco.
Genova sarà dunque solo una parentesi. Grillo ha già spostato l’obiettivo più in là, al referendum per l’uscita dall’euro, che «finirà 70 a 30 per l’uscita». Allerta 2 per l’allnvione ma allerta 1 anche per «l’Italia che sta andando a bagno ringraziamo Renzi e gli consigliamo di affrettare. Non abbiamo più mille giorni. Dobbiamo andare in default, quando toccheranno pensioni e stipendi saremo col culo per terra. E allora tutti capiranno cosa sta accadendo». Il futuro del movimento sta in quei «ragazzi meravigliosi» che sono Di Maio e Di Battista (al quale non dispiacerebbe l’idea di fare il ministro degli esteri, cosi ha detto, in un futuro governo grillino). In quanto a lui, Beppe Grill e al suo guru Casaleggio, «so già che fine faremo, faremo gli europarlamentari con Mastella…».
MAMMA DI MAIO

Attesissimo era il discorso del delfino Lui Di Maio che alla fine si è concesso anche piccolo bagno di folla culminato nell’abbraccio con la madre venuta da Pomigliano d’Arco per nonperdersi quello che per molti sarebbe stata l’investitura. Il vice presidente della Camera non si è mai scomposto. il suo sogno + «una Repubblica fatti di tanti Enzo Ferrari e non di Scilipoti. un’Italia dove chi inquina rischia fino a 30 anni di galera». «I nostri figli – conclude lui che ha solo 28 anni e studia all’università – non devono più mangiare cibo di importazione e le famiglie non devono spendere soldi per i libri perché ci sono gli ebook».

Il Messaggero