Grecia, guerra di nervi con l’Europa

TSIPRAS

BRUXELLES Nel primo di tre giorni di negoziati tecnici in vista dell’Eurogruppo di lunedì, le possibilità di un’intesa tra la Grecia e i suoi creditori internazionali appaiono ancora remote. «Siamo lontani da un accordo, molto lontani da ciò che potrebbe essere chiamato un compromesso politico», ha spiegato ieri il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker. «In questa fase sono molto pessimista», ha aggiunto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: «Tocca al governo greco fare i primi passi verso un compromesso». Ma i toni delle dichiarazioni che arrivano da Alexis Tsipras e dalla sua squadra non sono concilianti. I responsabili della Troika «sono gente per bene», ma «anche nella Cia c’erano persone per bene quando il waterboarding (la simulazione di un annegamento per estrarre informazioni a presunti terroristi) era usato contro la loro volontà», ha detto il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis. In un’intervista a Der Spiegel, Varoufakis è tornato a chiedere un nuovo contratto e un taglio del debito, malgrado l’opposizione dei partner. Ma intanto proprio dagli Usa arriva sostegno ad Atene, con il segretario al tesoro Jack Lew che ha chiamato Tsipras auspicando un esito positivo dei negoziati.
I DETTAGLI
I funzionari di Commissione, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale ieri mattina si sono chiusi in una stanza con le loro controparti greche per mettere a confronto il programma di assistenza finanziaria e i piani del governo Tsipras. «È un esercizio puramente tecnico per capire cosa coincide e cosa no», spiega una fonte europea. Per la prima volta i creditori internazionali hanno potuto leggere un documento con alcune misure concrete e cifrate. Sulle riforme strutturali, è soprattutto la marcia indietro sulle privatizzazioni che irrita gli europei. La lotta alla corruzione e all’evasione fiscale è un obiettivo condiviso. Per contro, le divergenze sembrano inconciliabili sulla gestione dei conti pubblici. «I greci hanno ambizioni stellari» mentre «le possibilità sono limitate, visto lo stato dell’economia greca», ha spiegato Dijsselbloem a una televisione olandese. «Le misure che il governo greco vuole tagliare devono essere sostituite da altre misure che portino agli stessi obiettivi di bilancio», ha avvertito Juncker.
Lunedì i ministri delle Finanze della zona euro dovrebbero trovare sul tavolo un documento che dettaglia «convergenze e divergenze», spiega una fonte dell’Eurogruppo. La prima decisione che dovrà assumere Atene è se chiedere il prolungamento dell’attuale programma, per poi negoziare alcune modifiche minori. All’Eurogruppo di giovedì scorso, Tsipras aveva ordinato a Varoufakis di mettere il veto a una bozza di compromesso che contemplava la possibilità di un’estensione. «Non è cruciale estenderlo. Ci si può anche mettere d’accordo per iniziare discussioni su un nuovo programma», dice la fonte dell’Eurogruppo. Ma questa possibilità è già stata esclusa dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble. «Non passerebbe mai davanti ai parlamenti di Germania e Finlandia», spiega un altro responsabile europeo. La Borsa di Atene, che ha guadagnato il 5.6%, continua a credere in un accordo.

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