Grecia, accordo con l’Europa aiuti prorogati di quattro mesi

EUROPA UE

IL SALVATAGGIO
BRUXELLES Un accordo politico di principio, secondo le condizioni poste dalla Germania, per prolungare il programma di assistenza finanziaria alla Grecia per quattro mesi. E’ questo, in sostanza, il compromesso raggiunto ieri tra i ministri delle Finanze della zona euro, anche se rimangono alcune incertezze. Il governo di Alexis Tsipras lunedì dovrà presentare «una prima lista di riforme, basata sull’attuale accordo», con i dettagli delle misure di politica economica e fiscale che intende adottare nei prossimi mesi, dicono le conclusioni dell’Eurogruppo.
Toccherà alle istituzioni rappresentate nella Troika – Commissione, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – valutare se Atene rispetta gli impegni previsti dal programma di salvataggio. «Se il risultato è positivo, questo permetterà di avviare il processo» che porterà all’estensione formale del programma di assistenza, in particolare con il via libera di alcuni parlamenti nazionali, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsseblouem. «La buona fede è una questione maggiore», ha avvertito il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici. I ministri delle Finanze si sentiranno in teleconferenza martedì. Se la valutazione «non sarà positiva, la situazione sarà diversa», ha detto Dijsseblouem.
Per il governo Tsipras il compromesso appare come una capitolazione. Il testo finale è sostanzialmente identico a quello della rottura all’Eurogruppo di lunedì. Dopo intense trattative, il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, si è impegnato ad «assicurare avanzi primari appropriati» in linea con gli obiettivi fissati nel novembre 2012 ma, sostiene, «senza aver firmato memorandum d’intesa». «Non ci siamo impegnati ad aumentare l’Iva, a tagliare le pensioni nè ad un avanzo primario del 3% nel 2015 nè nei prossimi anni». «Il testo dell’accordo – spiega il ministro greco – è un ottimo esempio di costruttiva ambiguità».
LE CONDIZIONI
In teoria, Atene dovrebbe realizzare un surplus superiore al 3%, ma l’Eurogruppo ha accettato una certa flessibilità. Nel fissare gli obiettivi per il 2015, le istituzioni della Troika terranno conto «delle circostanze economiche», dicono le conclusioni. Le autorità greche, però, dovranno «astenersi» da una marcia indietro sulle riforme o da «atti unilaterali» che possano avere «un impatto negativo sugli obiettivi di bilancio, la ripresa economica o la stabilità finanziaria». «Il governo può presentare misure diverse per affrontare la situazione sociale», ma senza toccare i saldi di bilancio, ha spiegato Dijsseblouem: «La stabilità fiscale e del sistema finanziario non possono essere messe in pericolo».
«Siamo tutti vincitori, è un grande passo avanti per l”Europa», ha commentato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Per il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaueble, è stata presa «la decisione giusta». Secondo Dijsseblouem, l’accordo è «un primo passo del processo necessario a ricostruire la fiducia». In realtà, i creditori europei non si fidano ancora pienamente del governo Tsipras. Oltre alla verifica di lunedì, l’Eurogruppo ha deciso di togliere dalla disponibilità di Atene 10,9 miliardi di aiuti destinati alla ricapitalizzazione delle banche. Le risorse saranno trasferite da un conto in Grecia al fondo salva-stati EFSF. «Vogliamo assicurarci che il denaro rimanga a disposizione delle banche e sia usato per finanziare le politiche del governo greco», ha detto Dijsseblouem. Anche la durata dell’estensione del programma di assistenza – 4 mesi invece dei 6 richiesti dalla Grecia – lega le mani al governo Tsipras. Se non ci sarà un nuovo accordo complessivo su un nuovo programma entro giugno, difficilmente Atene riuscirà a rimborsare i titoli in scadenza tra luglio e agosto detenuti dalla Bce.

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