Foley, choc in Usa Obama: vinceremo questo cancro e faremo giustizia

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NEW YORK Gli americani si trovano di colpo ripiombati in un incubo che speravano fosse per sempre finito. Nonostante sia stato tolto dal web, il video della decapitazione del giornalista James Foley è stato comunque visto da molti, e la foto di lui davanti al suo boia campeggia ovunque. L’indignazione è palpabile e si è avvertita nelle stesse parole di Barack Obama. Uomo abituato ad apparire il più possibile pacato, ieri Obama è riuscito a stento a contenere quella che era evidentemente una rabbia molto profonda, intercalata da momenti di profonda tristezza per la morte del giornalista e la sofferenza della sua famiglia: «Il mondo intero è inorridito – ha esordito Obama -. Questo atto di violenza colpisce le coscienze di tutti». Il presidente ha detto di aver parlato con i genitori del quarantenne giornalista collaboratore della Nbc, e ha sottolineato la differenza fra l’umanità di questi e la ferocia dei suoi carnefici «che vogliono il genocidio, che hanno ucciso innocenti, distrutto paesi, torturato e violentato donne e bambini dietro la maschera di una religione», e ha sottolineato che «nessun Dio permetterebbe quel che hanno fatto». 
CORDOGLIO 
Le parole di cordoglio e quelle di denuncia sono state seguite dalla promessa di essere «inesorabile» nella ricerca e nella punizione di coloro che hanno massacrato il cittadino americano. Per l’appunto, mentre il presidente parlava, dal Pentagono è giunta conferma che le missioni Usa contro Isis sono state ben 12 nelle ultime ore. C’è stata cioé una forte accelerazione, proprio nella zona vicino a Mosul. Un attento studio dell’intervento aereo americano nella zona conferma che è stato determinante per permettere ai curdi di riconquistare la grande diga. Ma le bombe delle ultime ore sono sembrate agli specialisti «di un tipo diverso» tanto che alcuni hanno espresso il sospetto che forse erano attacchi mirati contro precisi gruppi di individui. Quel che è certo è che alla Cia e ai servizi di intelligence si sta lavorando notte e giorno per identificare l’identità del carnefice e il luogo dell’omicidio. Purtroppo il video appare di qualità molto alta, e quindi tradisce poco e offre pochi appigli, ed è anche stato girato in modo da dare pochissime indicazioni geografiche.
«Jim era un innocente, voleva solo raccontare la realtà che vedeva, la sofferenza della gente», hanno detto i genitori del giornalista. Hanno supplicato l’Isis di aver pietà per gli altri ostaggi: «Risparmiate le loro vite». Il mondo si è unito al loro dolore: il segretario Onu, Ban Ki-moon, ha fatto giungere le sue condoglianze, e ha parlato di «crimine abominevole». 
NICHILISMO
Obama ha anche chiesto che i Paesi della regione «si uniscano per sradicare questo cancro». In particolare si è rivolto alla «gente in Iraq e in Siria» perché si liberi di «questa ideologia nichilista». Il governo iracheno sembra fortunatamente aver segnato un primo passo verso la necessaria riconciliazione nazionale: i ministri curdi hanno annunciato che rientreranno nel governo che verrà formato dal nuovo premier Haider al-Abadi. Ma anche il dibattuto premier uscente, Nouri al Maliki, ha insistito che il nuovo governo sia formato solo da gruppi che appoggino l’unità dell’Iraq.

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