Fiorentina: show e brividi. E’ festa con Gomez e Vargas

FLORENCE, ITALY - APRIL 23: Fiorentina players celebrate the victory after the UEFA Europa League Quarter Final match between ACF Fiorentina and FC Dynamo Kyiv on April 23, 2015 in Florence, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Una Fiorentina bellissima supera 2-0 la Dinamo Kiev con un gol (fortunoso) di Mario Gomez ed una perla nel finale di Vargas, volando così nelle semifinali di Europa League dopo 7 anni. La squadra di Montella ha fatto la partita, giocato, gestito ritmo e spazi, guidata da un Joaquin colossale almeno per 45 minuti. Se c’è una pecca da trovare nella gara dei viola, è che si è finito con soffrire fino alla fine in una sfida che poteva finire con almeno 3-4 gol di scarto. Pazienza, Montella si gode il ritorno al gol di Mario Gomez (e sono 40 nelle competizioni europee, quarto tedesco di sempre dopo aver messo la freccia su Rummenigge) ed una squadra a tratti spumeggiante.

SINFONIA VIOLA — Montella è con il solo Mario Gomez come punta di ruolo, vista l’assenza di Babacar che si va ad aggiungere a quelle di Bernardeschi e Rossi (Diamanti e Gilardino non sono nella lista Uefa). Rebrov deve invece rinunciare a Dragovic, Burda, Makarenko e Miguel Veloso. Neanche il tempo di respirare che la Fiorentina sembra un carro armato. Joaquin (ancora a sinistra) fa a fette Vida, Borja e Mati si inseriscono bene, Salah è una spina costante nel fianco della difesa ucraina. Così le occasioni fioccano: prima (2′) Mario Gomez arriva un soffio in ritardo su palla tagliata di Joaquin, poi (5′) lo stesso tedesco ribadisce in rete (ma in fuorigioco) una smanacciata di Shovkovskiy su tiro da fuori di Borja Valero, infine Salah impegna severamente ancora Shovkovskiy, Alonso si vede negare il gol dalla traversa e Borja Valero va ancora ad un soffio dal gol, con un destro (deviato) di pochissimo fuori. I primi 15 minuti sono un assedio, poi la Fiorentina rallenta, ma per poco. Si rifiata, in attesa di capire anche che partita vuole fare la Dinamo, che un gol lo deve comunque segnare. Ma il primo tiro (fuori) degli ucraini arriva al 27′ con Yarmolenko, prima la Fiorentina aveva già sfiorato due volte il gol ancora con Gomez: al 22′ andando via in dribbling secco su Danilo Silva ma con la parata di Shovkovskiy, un minuto dopo sprecando di testa dall’area piccola l’ennesima delizia di Joaquin. Al 39′ prima svolta del match, con l’espulsione frettolosa di Lens per doppio giallo (il secondo per simulazione è eccessivo, per un sospetto contatto con Gonzalo Rodriguez in area da rigore), quattro minuti dopo la Fiorentina passa: altra magia di Joaquin per Mario Gomez, che con uno stop sbagliato inganna Shovkovskiy in controtempo ed insacca. Mai vantaggio è stato più meritato, anche se giunto in modo fortunoso.
FESTA E GOL — La mossa di Rebrov per recuperare la partita è Yarmolenko prima punta, ma ad andare un passo dal gol al 4′ è ancora la Fiorentina: Antunes si addormenta, Salah ruba palla e calci a botta sicura, ma Danilo Silva devia in corsa sul palo. Poi Vida (per il quale in tribuna c’è anche Mancini) al 14′ sbaglia un appoggio, regalando a Mati Fernandez un pallone d’oro, che il cileno mette però di un soffio fuori di piatto. Adesso la Fiorentina gestisce anche, senza accelerare e aspettando il momento giusto per colpire. Rebrov prova ad aumentare il potenziale offensivo con Kalitvintsev, ma al 22′ è Joaquin a sprecare la palla giusta su assist di Mati Fernandez. Nel finale brividi: prima Rybalka impegna da lontano Neto, poi Yarmolenko brucia Savic in velocità e la mette dentro, con Gonzalo Rodriguez che rischia l’autorete di testa. Sarebbe stata la beffa, con lo spagnolo che salva anche in pieno recupero su Rybalka. Chiusura con l’eurogol di Vargas: forza, potenza, precisione. E poi via, per la festa viola.
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