FINALE ARGENTINA-GERMANIA, ALBICELESTE BATTE L’OLANDA AI RIGORI

MESSI_ARG

SAN PAOLO (BRASILE– Dopo lo spettacolo pirotecnico di ieri sera, la paura l’ha fatta da padrona nel corso della seconda semifinale dei Mondiali di calcio. Sul campo dell’Arena Corinthians di San Paolo, l’Argentina ha conquistato l’accesso alla finalissima di domenica, in programma al Maracanà di Rio de Janeiro, battendo ai calci di rigore, per 4-2, l’Olanda, nella rivincita della finale della Coppa del Mondo del ’78. Si sono chiusi sullo 0-0 sia i tempi regolamentari che quelli supplementari. Nei calci di rigore sono risultati decisivi gli errori degli olandesi Vlaar e Sneijder, parati entrambi da un super Romero. Da una parte, negli Oranje, non hanno brillato Wesley Sneijder, Robin van Persie e Arjen Robben; dall’altra, nell’Albiceleste, il leader assoluto Lionel Messi ha perso un’altra occasione per ereditare il trono di Diego Maradona. Decisamente scarso, dunque, lo spettacolo: due soli tiri in porta nei minuti regolamentari, a firma del numero 10 argentino, direttamente su calcio di punizione, e del terzino Rojo, da circa trenta metri.

Nel 3-4-1-2 disegnato dallo stratega Van Gaal novità dell’ultima ora il ritorno fra i titolari, nel vivo del gioco, del milanista Nigel De Jong, ripresosi in pochissimo tempo dall’infortunio all’inguine che lo aveva messo fuori causa durante gli ottavi di finale, contro il Messico. Per il resto nessuna sorpresa dal primo minuto, con de Vrij, Vlaar e Martins Indi a protezione di Cillessen; con Kuyt e Blind sulle fasce; con Wijnaldum al fianco di De Jong e con Sneijder in appoggio al duo offensivo van Persie-Robben. In campo con il 4-2-3-1, invece, l’Argentina di Sabella. L’ex Sampdoria Romero confermato tra i pali; in difesa spazio a Zabaleta, Demichelis, Garay e al rientrante Rojo (fermo per squalifica nei quarti di finale); in mezzo il laziale Biglia e l’esperto Mascherano; in attacco Perez e l’ex Napoli Lavezzi larghi, con Messi a sostegno del partenopeo Higuain. Assente per infortunio Di Maria. In campo dall’80’ circa il rientrante Aguero e l’interista Palacio. La prima conclusione degna di nota è giunta al 15’: su una punizione dal limite Messi ha calciato discretamente ma Cillessen ha fatto buona guardia. Alla mezzora della ripresa il secondo brivido: Higuain ha dato l’illusione del gol, con un tocco in scivolata, ma l’azione era stata fermata erroneamente per fuorigioco inesistente del napoletano. Tre minuti dopo ci ha provato vanamente Rojo da circa 30 metri. Poi, allo scadere dei tempi regolamentari, la stanca Olanda (reduce dai calci di rigore contro Costarica) ha fatto tremare i sudamericani: Robben si è inserito alla grande e ha calciato a colpo sicuro ma Mascherano ha salvato i suoi con una scivolata miracolosa. Ancor minori le emozioni nei tempi supplementari, con una sola ghiotta occasione mancata da Palacio al 115’: così si è arrivati, in maniera scontata, alla lotteria dei penalty. A riposo forzato questa volta (dati i tre cambi effettuati da Van Gaal) il portiere pararigori dell’Olanda, Tim Krul, protagonista del successo contro il Costarica. In scena, a seguire, il trionfo dell’Argentina, che sfiderà domenica nella finalissima la Germania. L’Olanda invece affronterà sabato nella finalina i padroni di casa del Brasile.

ITALPRESS