Figc, Tavecchio: “L’assassino di Kennedy non ha subito quanto me”

TAVECCHIO_CARLO

“L’assassino di John Kennedy non ha subìto quello che ho subìto in questi giorni”. Così Carlo Tavecchio a Radio 1 a otto giorni dall’assemblea elettiva dell’11 agosto in cui dovrebbe, sempre che non ci sia il famoso passo indietro, correre da presidente della Federcalcio sfidando Demetrio Albertini.

Il presidente della Lega Dilettanti ha scelto il riferimento a Lee Oswald – peraltro ucciso poche ore dopo l’assassinio del presidente statunitense a Dallas nel 1963 – per spiegare il suo stato d’animo. Ma ha anche riservato una stilettata a chi a suo avviso sta provvedendo a spaccare il fronte della serie A, dove ormai la spaccatura è conclamata. “L’unica cosa che non si dice in questi giorni è che ci sono devastanti interessi di altri”. Quali sono? “Lo sapete tutti”, ha risposto Tavecchio. Che ha rivendicato la sua autonomia. “Non ho cambiali da pagare – ha detto riferendosi all’ormai famosa domanda rivoltagli dal presidente del Coni nell’incontro di giovedì sera – e non ho padroni”. Il candidato delle Leghe non s’è nascosto però di fronte all’ipotesi che le defezioni in serie dopo la sua infelice frase su banane ed extracomunitari, possano cambiare il contesto in cui si sta svolgendo la partita elettorale. E rispondendo a una domanda sull’eventualità che l’assemblea di domani della Lega Pro, a cui non parteciperà come pure l’altro candidato Albertini, possa produrre un orientamento diverso dall’appoggio dichiarato del presidente Macalli al suo nome, ha detto: “Davanti a un non consenso di una Lega importante si farebbero altre considerazioni”.

ALBERTINI — La sfida continua insomma. Demetrio Albertini, candidato alla presidenza Figc insieme al presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio, crede nella possibilità di conquistare nuovi consensi.Sempre più club sostenitori del suo avversario stanno cedendo, dopo le imbarazzanti dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa. Sul suo profilo Twitter, l’ex centrocampista del Milan si lascia andare a un commento: ” Il palazzo del potere continua a scricchiolare. Tanti si stanno allontanando, rimangono le solite facce #pallaalcentro”.

Tra le squadra di serie A c’è aria di ribaltone. La situazione “schieramenti” attuale è molto cambiata: si è passati da 18 squadre a favore di Tavecchio contro le 2 per Albertini, a 11 a 9. Solo ieri anche l’Empoli ha dichiarato la propria volontà di non sostenere più il presidente della Fnd, mentre il Palermo sta riflettendo. Zamparini non è proprio entusiasta: “Mi aspetterei che si tirassero indietro entrambi e si indicasse un dirigente giovane e capace. Fra i due scelgo Tavecchio perché Albertini non lo prenderei nemmeno per fare il portinaio per la mia azienda”. Un’uscita che non è per nulla piaciuta al diretto interessato, che su Twitter ha risposto infastidito.

QUI PARMA — Tra i club di Serie A, chi rimane convinto della propria posizione è il Parma, che tramite l’amministratore delegato Leonardi ha fatto sapere di mantenere fermo il proprio appoggio a Tavecchio: ” Le sue parole? Ci sono state delle scuse ufficiali e poi, se dovessi dare un giudizio alle parole, staremmo a discutere per anni. Meglio guardare ai fatti e i fatti sono quello che abbiamo deciso e che ancora riteniamo la strategia migliore, affidata a Tavecchio”.
COMMISSIONE CULTURA — “Il passo indietro di Tavecchio è obbligato. Il calcio italiano ha bisogno di un presidente stimato ed autorevole, non di un battutista”. L’ultima stoccata è arrivata dal senatore del Partito Democatico Andrea Marcucci, presidente della Commissione Istruzione, Cultura e Sport di Palazzo Madama.
GAZZETTA DELLO SPORT