FI, Marina Berlusconi si chiama fuori

MARINA BERLUSCONI

ROMA Un Berlusconi sempre più irritato per le tensioni interne e per le resistenze degli alfaniani ad accettare la sua idea di una federazione del centrodestra senza condizioni. «Chiunque pensa di ricostruire un centrodestra senza Forza Italia sbaglia, Forza Italia resta al centro della coalizione dei moderati»: così, ieri Giovanni Toti rivendicava il primato forzista nel centrodestra uscito con le ossa rotte dalla competizione europea. E se il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano frena su una possibile riunificazione («la vedo molto difficile ora», dice chiaro e tondo il leader), è al Carroccio che Forza Italia guarda come un partner privilegiato: «Ho incontrato Matteo Salvini e ci siamo accordati per firmare, insieme con il presidente Berlusconi, alcuni dei referendum della Lega che condividiamo»: ha annunciato Toti. 
La Lega, però, si tiene stretta la rendita di posizione appena conquistata con il voto per Bruxelles. Tanto che Salvini ha già introdotto il tema di un passaggio del testimone alla guida di una futura coalizione di centrodestra: «A 80 anni tutti hanno dovere e diritto di lasciare spazio ad altri», ha dichiarato, riferendosi all’ex Cavaliere e mettendo sul piatto la propria candidatura o quella di Flavio Tosi. In casa forzista, però, sono in molti a scalpitare. 
ANALISI DEL VOTO
Non a caso, nella riunione del comitato di presidenza convocata per oggi per analizzare il risultato elettorale, a tenere banco potrebbe essere la richiesta di primarie avanzata da Raffaele Fitto che contende a Toti il posto di delfino di Berlusconi. Che ha già dato il suo assenso alla consultazione dal basso. «Le primarie di coalizione a noi vanno bene e non credo che avremmo delle difficoltà ad affrontarle avendo il triplo dei voti del secondo partito che dovrebbe far parte della coalizione», ha confermato Toti. La contesta, dunque, rischia di essere tutta interna a Forza Italia. Di certo, il nome di Fitto non è certo il primo che ad Arcore s’immagina di mettere in campo. 
Su tutti, aleggia la candidatura di Marina Berlusconi che, se tale sarà, si concretizzerà nell’ultimo minuto utile. La diretta interessata continua a ripetere che l’ipotesi di una sua candidatura sarebbe «indissolubilmente legata a determinati tempi, modi e contesti tutte condizioni che attualmente non ci sono». Senza un voto all’orizzonte, senza una coalizione da mettere in campo, inutile parlarne, insomma. Anche perché i falchi di Fitto sembrerebbero puntare a primarie di partito, anche se scendesse in campo Marina: «Berlusconi stesso ha detto che per qualsiasi candidato c’è bisogno di una legittimazione popolare», ha ricordato il forzista pugliese. 

IL MESSAGGERO