Fayez Al Sarraj giura in Libia, il leader dei miliziani si oppone: “Lasci il Paese”

Fayez Al Sarraj

Dopo i falliti tentativi a bordo di un aereo, è giunto via mare a Tripoli il consiglio presidenziale, guidato dal premier Fayez Al Sarraj e sostenuto dalle Nazioni Unite. Al Jazeera ha dato l’annuncio dello sbarco del gruppo, che ha poi costituito il governo di intesa nazionale in Libia. Al nuovo esecutivo però si oppone il Congresso nazionale libico: il leader Khalifa Ghwell ha invitato Al Sarraj a “consegnarsi o a lasciare il Paese”.

Fayez Al Sarraj “proclama l’entrata in carica del governo di accordo nazionale da Tripoli”, afferma al Jazeera trasmettendo in diretta una breve dichiarazione fatta dal premier designato libico che si è asserragliato in una base navale.

Al Sarraj: “Uniti contro l’Isis” – “Cercheremo di salvaguardare i principi dell’accordo politico sulla Libia tra cui l’attaccamento alla sharia in quanto fonte di ogni legislazione”, ha detto Al Sarraj nel suo discorso di insediamento, lanciando poi un appello a “unificare gli sforzi per combattere l’Isis”.

Scontri tra milizie e sostenitori di Al Sarraj – La tensione resta alta dopo la proclamazione del nuovo governo di unità nazionale. Secondo testimoni, gruppi armati avrebbero sparato dei colpi in aria con le antiaeree montate sui pick-up per impedire ad alcuni sostenitori dell’esecutivo di Al Sarraj di radunarsi nel centro di Tripoli, nei pressi della piazza dei Martiri. Sia il Parlamento di Tobruk sia il Congresso nazionale generale di Tripoli (Gnc) si sono infatti opposti al nuovo governo sostenuto dalle Nazioni Unite.

Il Congresso nazionale libico fa appello alle milizie contro Sarraj – Il Gnc ha fatto un “appello a tutti i rivoluzionari a schierarsi contro questo gruppo di intrusi, che infiammerà la situazione a Tripoli e ci imporrà la tutela internazionale”. Lo si legge in un comunicato del Congresso nazionale, che bolla come “illegale” l’ingresso del Consiglio presidenziale guidato da Fayez Al Sarraj nella capitale libica.

Al Sarraj costretto ad asserragliarsi in una base navale – Secondo il Libya Herald, che cita il consigliere per i media di Al Sarraj, Fathi Ben Issa, il Consiglio presidenziale potrebbe avere come sede la base della marina adiacente al porto di Tripoli dove è avvenuto lo sbarco, dato che il neo premier si è dovuto asserragliare viste le condizioni di sicurezza praticamente inesistenti. Alcuni miliziani hanno infatti circondato la base navale di Abusita.

L’Onu: “Subito il passaggio di poteri” – Attualmente ci sono tre governi in Libia. Solo quello di Al Sarraj, tuttavia, è riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Onu saluta con favore l’arrivo a Tripoli del Consiglio presidenziale: “E’ urgente un pacifico e ordinato passaggio dei poteri al governo di unità nazionale libico”, afferma l’inviato dell’Onu, Martin Kobler.

Spazio aereo chiuso per bloccare l’arrivo – Domenica e lunedì lo spazio aereo di Tripoli è rimasto chiuso a lungo. Una misura che sarebbe stata presa proprio per impedire l’arrivo del nuovo esecutivo promosso dalle Nazioni Unite per risolvere la crisi politica e il conflitto in corso nel Paese. All’alba alcune esplosioni sono state avvertite nei pressi dell’aeroporto di Mitiga. Si sarebbe trattato di colpi di artiglieria antiaerea.

Smentito l’utilizzo di una barca italiana – Alcune fonti hanno inizialmente ipotizzato l’arrivo di Al Sarraj a bordo di una fregata italiana. Sia Roma sia il governo stesso hanno tuttavia smentito: “E’ stata usata una nave della Marina libica”.

Stati Uniti sostengono Al Sarraj – Gli Usa accolgono con favore l’arrivo a Tripoli del Consiglio presidenziale guidato da Al Sarraj e invitano i libici a sostenere il nuovo governo di unità. “Non è il momento per gli ostruzionisti di frenare il progresso, è un’opportunità storica per una Libia pacifica e più prospera”, ha affermato il segretario di Stato John Kerry.

Oscurata la tv dei miliziani – Al-Nabaa, una tv schierata contro il premier designato dall’Onu Fayez Al Sarraj e accusata di appoggio al terrorismo, è stata oscurata da “figli di Tripoli e suoi rivoluzionari”. E quanto emerge da un fermo immagine apparso sugli schermi e diffuso su social network. Il messaggio in sovrimpressione afferma che i “rivoluzionari chiudono Al-Nabaa, rete d’istigazione e provocazione”. La tv era nata nel 2013 e una richiesta di oscuramento, con l’accusa di istigazione al terrorismo, era stata avanzata dal ministero dell’Interno del governo di Tobruk, quello riconosciuto internazionalmente prima dell’avvento di Sarraj.

TGCOM