F1, Vettel: “Salvate la Red Bull, un peccato se scomparisse”. Ma il futuro è a rischio

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“Salvate la Red Bull, sarebbe un peccato per tutti se un team del genere dovesse scomparire dalla F1”. Potrebbe permettersi una punta di compiacimento, Sebastian Vettel, nel lanciare questo appello dal motorhome della Ferrari a Sochi. Con la Red Bull, lui ci ha vinto 4 mondiali in 5 anni, e quando se ne è andato non lo ha fatto nel migliore dei modi. Insomma, potrebbe guardare la situazione del suo ex team dall’alto in basso. E invece non lo fa. Anzi, appare sinceramente allarmato. E come non capirlo. La Red Bull, la cui permanenza in F1 è a rischio per via della gestione scriteriata da parte dei suoi manager della fornitura dei motori, ha rappresentato e in parte rappresenta tutt’ora una delle realtà più brillanti del Circus. Non solo per le splendide macchine portate in pista dal designer Adrian Newey, non solo per i giovani talentuosi piloti che ogni anno Helmut Marko riesce a scovare in ogni dove, non solo per i vip, gli sportivi e il glamour che riesce a portare ad ogni gara, ma soprattutto per l’enorme carica di novità con cui riesce ad accompagnare ogni iniziativa, ogni impresa.

Tutto questo adesso è a rischio. Per capire la serietà della situazione, occorre ricostruire tutta la vicenda. Dopo cinque anni di trionfi e applausi, con l’arrivo del motore ibrido in F1, il rapporto storico di fornitura tra Reb Bull e Renault è andato in frantumi. I francesi, un po’ come gli italiani, nel 2014 hanno sbagliato l’approccio al nuovo motore. Solo che mentre la Ferrari nel 2015 ha trovato la chiave per recuperare terreno nei confronti della Mercedes, quelli della Renault sono andati peggiorando.

In maniera abbastanza irrituale, la Red Bull ha così deciso di recidere il rapporto anzitempo. E, cosa ancora più irrituale, lo ha fatto senza avere un’alternativa pronta. Così da quest’estate gli uomini di Milton Keynes si sono messi a cercare un altro fornitore. La prima scelta è stata la Mercedes. La casa di Stoccarda produce senza dubbio la power unit più forte. Solo che l’idea di dare il motore a un team che, notoriamente, ha i migliori aerodinamici sulla piazza, non è stata apprezzata dai vertici della casa della stella a tre punte che hanno temuto per il proprio primato così faticosamente conquistato dopo anni di gavetta. Così la trattativa è andata per le lunghe, fino a settembre, quando si è capito che l’affare non si sarebbe concluso.

Allora i vertici della Red Bull hanno provato con la Ferrari. In un primo momento Marchionne è sembrato allettato dalla prospettiva di un ricco contratto con gli austriaci. Poi però ha dovuto fare i conti con la realtà: la Ferrari aveva già cominciato a lavorare al motore 2016 prevedendo di fornire in tutto tre team (Haas, Ferrari, Sauber), aggiungerne un quarto e un quinto (Red Bull e Toro Rosso), insomma raddoppiare il carico di lavoro a stagione inoltrata, avrebbe mandato in crisi il reparto produzione, rischiando di compromettere l’intero campionato 2016, quello che nei piani dovrebbe essere del rilancio.

Così per un breve periodo a Maranello si è ragionato sull’ipotesi di fornire i motori del 2015, ma dall’Austria hanno fatto sapere di essere interessati solo ad un contratto blindato che vincolasse la Ferrari a dare solo i propulsori di ultima specifica (sviluppi compresi). Contratto che la Ferrari non può – e forse nemmeno vuole – firmare. E così siamo arrivati a metà ottobre con il team più titolato degli ultimi dieci anni che non ha ancora un motore per la macchina della prossima stagione e, soprattutto, che minaccia di ritirarsi dallo sport. “Se non troviamo il motore entro fine mese ce ne andiamo”, tuonano. Circostanza che terrorizza tutti, persino Bernie Ecclestone. Che ieri, nel paddock, prendeva sottobraccio i giornalisti italiani pregandoli di fare pressione su Marchionne. Scherzava, ovviamente, ma fino a un certo punto. “Come andrà a finire questa storia? Non lo so, tutte le parti sono molto preoccupate, questo di solito produce risultati molto equilibrati”. Oppure catastrofi.

La Repubblica