Europee 2014: l’affidabilità di Renzi, la cupezza di Grillo

Massimo Persotti

Tranquillità, affidabilità, responsabilità. Se dobbiamo trovare le parole che meglio spiegano la vittoria elettorale di Matteo Renzi e soprattutto le ragioni che hanno spinto gli italiani a barrare la casella del Pd sulla scheda elettorale, non c’è dubbio: tranquillità, affidabilità, responsabilità esprimono perfettamente il sentimento, più o meno, recondito di chi ha scelto Renzi.

Lo ha spiegato chiaramente al Salvalingua Fabrizio d’Esposito, giornalista del Fatto Quotidiano: di fronte al “sogno berlusconiano ormai sgonfiato” e a “una immagine di Grillo troppo cupa e dura di sè”, ha prevalso “la forza tranquilla” di Renzi. Ha vinto la speranza, come ha sottolineato con una certa enfasi lo stesso Presidente del Consiglio, il giorno-dopo le elezioni, in conferenza stampa.

Guardando un po’ oltre il ‘cortile italiano’, non c’è dubbio però che proprio la parola Europa sia la grande sconfitta. C’è chi in queste ore ha ironicamente dichiarato: “Archiviato il voto, ora si può cominciare a parlare di Europa”. Non troppo lontano dalla realtà. La campagna elettorale, in Italia come altrove, si è molto piegata agli interessi e ai temi nazionali o, semmai, ai riflessi interni delle politiche europee. Per Fabrizio d’Esposito il titolo di parola-chiave va comunque attribuito a ‘euro’, nelle sue più varie declinazioni. Riflesso della sofferenza e della crisi che l’euro ormai evoca. Ma anche ’80 euro’ il “vero cavallo di battaglia di Matteo Renzi”

E poi, come dimenticare la parola ‘euroscetticismo’, autentico tormentone di queste settimane. Che però in Italia, rispetto a gran parte degli altri Paesi europei, “emerge paradossalmente anche nella pancia di chi ha votato Renzi, capace di attrarre anche i non-contenti dell’Europa”.

E’ stata però una campagna elettorale giocata soprattutto sulle icone: Hitler, Chaplin, Berlinguer, fino a Dudù. Icone che si sono ritorte contro i principali avversari di Renzi, in primis Grillo. “Lo hanno fatto assomigliare a una figura cupa – ha spiegato d’Esposito – senza più l’aura del comico. La sua è stata una campagna cupa, piena di immagini forti. E l’immagine più cupa è stata Casaleggio sul palco di San Giovanni che evoca le parole di Giovanni XXIII. Una cosa raccapricciante. Grillo, Casaleggio hanno spaventato gli elettori”.

E Berlusconi? “L’immagine di Dudù suscita sinceramente tenerezza. Con tutto il rispetto nei suoi confronti, ma vedere Berlusconi, grande fuoriclasse delle campagna elettorali, costretto a ricorrere all’arma degli animalisti e offrire dentiere gratis agli anziani, è stato qualcosa di disarmente e anche ingiusto per la storia dei moderati che in questi anni a lui si sono affidati”.

Ascolta l’intervista del Salvalingua a Fabrizio d’Esposito