Esame di terza media 2016 al via: 10 cose da sapere

ESAMI MATURITà

Il giorno dell’esame di terza media è arrivato per migliaia di quattordicenni e ormai quel che è fatto, è fatto. Forse. Perché se è vero che mettersi ancora sui libri in queste ore non produrrà alcun effetto benefico, è altrettanto vero che informarsi su alcuni punti di quest’esame ha i suoi vantaggi. In particolare, secondo Skuola.net, ce ne sono ben 10 che, una volta letti e conosciuti, permetteranno ai piccoli esaminandi (e ai loro genitori) di affrontare di affrontare le prove con un po’ più di sicurezza e convinzione.

#1 La prova che fa più paura
È il colloquio orale a essere in pole position tra gli incubi dell’esame di terza media per 1 su 3 secondo una recente indagine di Skuola.net. Segue quindi il test Invalsi che spaventa particolarmente il 27% dei 14enni. In particolare, a essere preoccupate da questo test sembrano essere maggiormente le ragazze: una percentuale più alta della media di loro è tra coloro che l’hanno addotta come risposta. Matematica resta comunque la bestia nera per 1 studente di terza media su 4, mentre la prova di italiano e quella di lingue sono acqua fresca: rispettivamente fanno paura solo al 7% e al 9% di loro.
#2 Come si compone la commissione d’esame
Tutti i professori chiamati a valutare i ragazzi saranno interni, quindi quelli che li hanno accompagnati fino a oggi. Solo il presidente sarà un esterno.
#3 Il tototracce di italiano
La lettera ad un amico, il racconto di una gita scolastica, il resoconto dei tre anni delle medie ed il tema di attualità sembrano essere le tracce più papabili per la prova di italiano. Ovviamente non c’è niente di certo e queste sono solo alcune delle tracce uscite gli scorsi anni. Infatti, queste cambiano di classe in classe. È la commissione a prepararle e a inserirle in tre buste. Poi, un alunno a caso, sceglierà davanti alla classe la busta che contiene le tracce da svolgere.
#4 Si viene ammessi all’esame solo se si ha la sufficienza in tutte le materie
A decidere l’ammissione è prima di tutto il consiglio di classe, chiamato ad accertare le ore di frequenza durante l’anno: chi ne ha fatte troppe verrà bocciato. Dopodiché, a maggioranza, i prof del consiglio decideranno se ammettere o meno lo studente all’esame in base ad alcuni requisiti: dovrà avere almeno la sufficienza in tutte le materie e un voto di condotta non inferiore a 6. In ogni caso ormai i nostri quattordicenni possono dormire sonni tranquilli: se fossero stati bocciati, comunque, adesso lo avrebbero già saputo: il consiglio, infatti, si preoccupa di comunicare la notizia alle famiglie con anticipo.
#5 Andare male all’Invalsi non significa venire bocciati
Se capiterà che, pur avendo fatto tutti gli scongiuri e ed essendosi preparati a dovere, il giorno della prova Invalsi ci si trovi in difficoltà, non bisogna pensare assolutamente che per questo si verrà bocciati. Infatti, l’Invalsi è solo una delle prove da affrontare per l’esame: fa media con tutti gli altri scritti e con l’orale. In tutto, sono infatti 6 le prove che i ragazzi dovraano sostenere nel corso dell’esame (italiano, matematica, le due lingue, l’Invalsi e il colloquio orale), e che faranno media con il voto di ammissione. Quindi, anche se il test non dovesse andare per il verso giusto, il votaccio alla prova Invalsi influenzerà solo per 1/7 il voto finale d’esame.
#6 Chi prende un voto alto avrà una vita migliore
Come abbiamo visto, i bravi, quelli che hanno preso 9 o 10, se ne sono andati sparati e in massa verso i licei sognando di fare una professione, un lavoro intellettuale o magari una carriera all’estero. Anche quelli che, invece, sono usciti con il minimo, si sono mossi in massa, ma hanno puntato sulla formazione professionale che li porterà a un obiettivo di corto raggio e, al più, a un onesto lavoro senza lustrini e senza crescita. Professionali uguale proletariato, liceo uguale classe dirigente? Sulla carta no, evidentemente. Di fatto – dicono l’esperienza, la vita e la statistica – sì.
#7 Decidere la scuola superiore in cui andare
Stando ai dati diffusi dall’ufficio statistico del Ministero dell’Istruzione relativamente ai risultati degli scrutini finali e degli esami di terza media 2015, chi è uscito dalla terza media con il sei per il rotto della cuffia, se ne è andato agli istituti tecnici per il 44%, al professionale per il 35% e solo i restanti hanno tentato la via dei licei. Se si considera che il tasso di abbandono alle superiori riguarda soprattutto i ragazzi del primo e secondo anno, non è difficile prevedere che sarà proprio su questi “appena sufficienti” che andrà a cadere la sventura. Basta prendere un 7 e già la quota di chi punta al liceo si raddoppia (oltre il 40%) e si triplica in chi arriva all’8. Chi, poi, prende 9 o 10 va al liceo in massa.
#8 Prendere il massimo dei voti è impossibile
Per prima cosa è necessario ottenere il massimo dei voti in tutte le prove e nel giudizio di idoneità, arrivando così, alla media del 10 tondo, tondo per il voto finale. E anche ammesso che qualche piccolo genio riesca in questa ardua impresa, spetta comunque alla commissione d’esame decidere se assegnargli la lode con una decisione presa all’unanimità: basta il no di un solo prof a farla sfumare.
#9 Come si svolge l’esame
La prima prova scritta con la quale i quattordicenni si confronteranno è quella di italiano, mentre nei giorni successivi sarà la volta di quella di lingue, quella eventualmente della seconda lingua e di quella di matematica. Il 16 giugno prossimo, tutti i ragazzi di terza media dovranno vedersela con la prova Invalsi e, alla fine, tutto si concluderà con il colloquio orale.
#10 Quando inizia l’esame di terza media Non c’è una data di inizio degli esami stabilita a livello nazionale e a cui tutte le scuole devono attenersi in maniera obbligatoria. Ogni istituto decide in base al principio dell’autonomia scolastica, tuttavia secondo un’indagine di Skuola.net su un campione di circa 2700 studenti di terza media, per il 95% di loro l’esame di terza media 2016 inizierà questa settimana, quella che va dal 13 al 18 giugno, e tra questi il 70% sarà impegnato per il via alla prima, vera prova d’esame proprio oggi, 13 giugno.

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