Enrico Letta: “Italicum grande errore di Renzi, ora rimediare”

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“L’Italicum è stato un grande errore, come tutte le leggi elettorali fatte su misura per un momento storico, è una regola aurea”. Lo ha detto Enrico Letta, ospite di ‘Agorà’. “Le leggi elettorali vanno fatte con largo consenso e pensando che, rispetto al momento in cui vengono fatte, la situazione politica sarà diversa. Come tutte le grandi riforme, le leggi elettorali vanno fatte insieme pensando ai 30 anni non ai tre mesi”, ha aggiunto l’ex premier.

“L’Italicum è stato pensato, da Renzi e dalla maggioranza Pd di quel momento, su misura per se stesso, ma è stato un grande errore – ha sottolineato – L’Italicum allontana i cittadini perché è molto simile al Porcellum. Io ho votato contro, l’ho fatto perché su questi temi non ci sono regole o vincoli. Poi mi sono dimesso dal Parlamento. Ora spero si possa rimediare”.

Per Letta, “questo non è tempo di presidenzialismi, semplificazioni, o di dare potere a uno: è tempo di unire, non di semplificare”.

“Tutti mi vogliono mettere nell’angolo di chi parla male dell’attuale presidente del Consiglio. Ma io dico solo che ora c’è bisogno di unire – ha ribadito – Tutto ciò che semplifica, che butta le cose nel semplice, non fa bene al Paese”.

“Mi auguro che ci sia un momento di comprensione di questo aspetto, sono molto realista. Tutto dipende da come troviamo una soluzione alla crisi europea”, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio.

Letta ha parlato anche di Brexit: “E’ un problema drammatico, per l’Italia ci saranno danni molto pesanti per l’economia, per gli italiani che operano in Gran Bretagna, per le imprese italiane che esportano. Sono grossi guai”.

“E’ una botta tremenda, qualcuno può dire meritata, ma anche i pro-Brexit stanno facendo un casino, non avevano un piano per il giorno dopo, dimostrando di aver fatto una battaglia politica”, ha rimarcato l’ex premier, secondo il quale “la risposta dell’Europa fino adesso è stata molto deludente, per metodo e contenuto”.

Secondo Letta, “per l’Italia è una partita decisiva. La mia idea è che l’Italia ha bisogno di Europa: esporta, attira turisti, non si può chiudere. L’Italia ha più interesse di altri Paesi al rilancio dell’Europa, deve giocare un ruolo, non può essere spettatore. Se tutto va a carte 48 per noi è peggio”.

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