Emendamento Regeni, l’Egitto avverte l’Italia: “Impatti negativi nella cooperazione fra i due paesi”

Giulio-Regeni

La decisione del Parlamento italiano di fermare la fornitura all’Egitto di pezzi di ricambio per i caccia F16 avrà degli “impatti negativi in tutti i campi della cooperazione tra i due paesi: sul piano bilaterale, regionale e internazionale”. Così il ministero degli Esteri egiziano dopo che la Camera ha respinto un emedamento di Forza Italia, Della Lega e di Fdi che avrebbe reintrodotto nel decreto missioni l’autorizzazione a fornire all’Egitto pezzi di ricambio per i caccia F16.

L’autorizzazione era stata espunta dal decreto nel passaggio al Senato lo scorso 29 giugno con l’approvazione del cosiddetto “emendamento Regeni” proposto da Sinistra italiana. Una proposta di modifica che il relatore Gian Carlo Sangalli aveva definito come “un segnale” dal Parlamento, un modo per “continuare a tenere sotto pressione l’opinione pubblica e anche l’Egitto sulla vicenda Regeni” ma non – aveva sottolineato – un atto ostile al governo egiziano.

Oggi il Parlamento ha approvato definitivamente il decreto che rifinanzia le missioni militari all’estero ma ad agitare l’Aula sono stati la vicenda Regeni e i rapporti con l’Egitto, con la conferma del comma che blocca la cessione al Cairo dei ricambi per i caccia. Alla Camera hanno presentato un emendamento per sbloccare le forniture Fi, Lega e Fdi. Elio Vito ha definito “un grave errore” questa ritorsione, perché essa “danneggia” gli interessi italiani al Cairo quando ancora non è accertato che il governo del generale Al Sisi sia responsabile. Ha difeso invece la scelta il relatore al decreto, Andrea Causin (Ap), mentre SI, con Erasmo Palazzotto, ha chiesto di bloccare la vendita di tutte le armi all’Egitto, accusato di essere “un regime come quello di Pinochet”. Alla fine l’emendamento è stato bocciato con 308 “no”, 29 sì e 3 astenuti. Infatti oltre alla maggioranza anche M5s e Si si sono opposti.

Secondo quanto affermato in un comunicato dal ministero degli Esteri del Cairo, le conseguenze della decisione italiana si faranno sentire anche sulla “cooperazione in corso tra Roma e il Cairo nella lotta all’immigrazione clandestina nel Mediterraneo e in Libia”.

La Repubblica