Egitto: attacco a un hotel di Hurghada, tre turisti feriti. Ucciso un assalitore

Hurghada

Ancora terrore in Medio Oriente. Almeno due uomini armati hanno assaltato un resort a Hurghada, sulla costa egiziana del Mar Rosso, una delle località più frequentate dai turisti stranieri, tra cui molti italiani. Gli assalitori, hanno annunciato le forze di sicurezza, avevano solo armi da taglio ma secondo testimoni locali avevano anche armi da fuoco e una cintura esplosiva. Uno di essi, Mohamed Hassan Mahfouz, 21 anni, è stato ucciso, l’altro gravemente ferito. Il governo ha cercato di minimizzare la portata dell’attacco ma i media locali e testimoni oculari concordano nel parlare di un fallito attentato kamikake.

Almeno tre turisti stranieri – due austriaci e un danese – sono stati feriti secondo le prime confuse informazioni, probabilmente con coltelli: gli assalitori (due ma secondo alcuni testimoni un terzo uomo è riuscito a fuggire) hanno cercato di fare irruzione nell’hotel Bella Vista ma non ci sono riusciti. Secondo alcune fonti, i terroristi portavano bandiere nere dell’Isis e gridavano «Allahu akbar», uno di loro aveva una cintura esplosiva. Dei testimoni hanno riferito che gli assalitori erano arrivati dal mare, come nell’attentato del giugno scorso a Sousse, in Tunisia, che aveva fatto 38 vittime. Poi però la polizia ha affermato che l’attacco è partito da un vicino ristorante.

L’hotel si trova nella centralissima Sheraton Road ed è noto per essere frequentato quasi esclusivamente da turisti del Nord Europa e dalla Russia. Viene escluso, al momento, che siano stati coinvolti italiani.

Hurghada è una delle più note destinazioni turistiche del Mar Rosso e capitale del locale governatorato. L’altra località frequentata da turisti di tutto il mondo è Sharm el-Sheikh, da cui lo scorso 31 ottobre era decollato un aereo di turisti russi distrutto da una bomba rivendicata dall’Isis. Nell’attentato erano morte 224 persone.

Il turismo è la principale fonte di valuta estera dell’Egitto ed è dunque fondamentale per l’economia nazionale, con un contributo diretto del 5,9% del Pil e indiretto del 12,8 per cento. Il presidente egiziano al-Sisi, in carica dal giugno 2014 dopo la breve parentesi dei Fratelli Egiziani guidati da Muhammad Mursi, ha messo la sicurezza in testa alle priorità del suo governo proprio per salvaguardare una fonte di reddito indispensabile per lo Stato egiziano.

Militanti fedeli all’Isis sono da tempo attivi nella penisola del Sinai, nell’entroterra del Mar Rosso, e continuano a sferrare attacchi. Negli ultimi due giorni, una pipeline è stata colpita da una bomba proprio nel Sinai mentre al Cairo un hotel e un autobus di turisti israeliani vicino alle piramidi di Giza sono stati presi di mira. Gli attacchi del Cairo sono stati rivendicati dall’Isis, che ha detto di voler colpire cittadini ebrei in risposta a un appello del loro leader al-Baghdadi.

Il Sole 24 Ore