Doppio attentato, più di cento morti: riappare lo spettro di Boko Haram

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Almeno 118 persone sono morte e 45 sono rimaste ferite nel doppio attentato avvenuto in un mercato affollato e vicino al terminal dei bus nella città di Jos, nel centro della Nigeria, già teatro di violenti scontri tra pastori cristiani e musulmani. Il primo bilancio della polizia dello stato del Plateau, di cui Jos è la capitale, parlava di 46 vittime, cifre aggiornate dall’agenzia nazionale per la gestione delle crisi (Nema). «Ma potrebbero esserci altri corpi sotto le macerie», ha aggiunto il coordinatore dell’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze, Abdulsalam Mohammed. E secondo i media locali, che citano fonti ospedaliere, i morti sarebbero addirittura 200; tra le vittime ci sarebbero molte donne e bambini. 
Le esplosioni, due secondo le autorità, tre secondo fonti citate della Cnn, hanno preso di mira una stazione di taxi in una delle vie commerciali più affollate della città con un camion carico di esplosivo. Poi, secondo uno schema più volte messo in atto dai terroristi di al Qaida in Afghanistan, Iraq e Libano, è arrivata 20 minuti dopo un’altra esplosione che ha fatto saltare in aria un’auto ferma nei pressi del Terminus market. Testimoni parlano di «corpi carbonizzati ovunque». Il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, ha condannato gli attacchi dicendo che il governo resta «pienamente impegnato a vincere la guerra contro il terrorismo».
Negli edifici intorno ai luoghi delle esplosioni sono ancora accesi degli incendi e che per questo ci si attende che il numero dei morti cresca man mano che i vigili del fuoco spegneranno le fiamme. A Jos le tensioni fra cristiani e musulmani sono cresciute recentemente e la città è diventata un luogo critico nelle settarie.

Lo spettro di Boko Haram

E c’è chi, dietro agli attentati di Jos, vede la mano di Boko Haram che alla vigilia di Natale del 2010 aveva colpito Jos con un attentato costato la vita a oltre 80 persone. Proprio martedì il Parlamento di Abuja ha decretato il prolungamento di altri sei mesi dello stato di allerta imposto dodici mesi fa nelle regioni calde di Yobe, Adamawa e Borno, lo stesso in cui a metà aprile sono state rapite oltre 200 liceali – sono quasi 300 quelle in mano agli integralisti, contando successivi rapimenti di ragazze nel Paese. La Nigeria – dopo il vertice sabato a Parigi con il presidente francese Francois Hollande e i capi di Stato dei Paesi africani limitrofi – ha chiesto ufficialmente al Consiglio di sicurezza dell’Onu di inserire Boko Haram nella lista nera del terrorismo internazionale. Abuja avrà bisogno di aiuti più concreti per far fronte a una minaccia divenuta sempre più letale.

CORRIERE DELLA SERA