Djordjevic si è ripreso la Lazio

PIOLI_LAZ

È nato con l’istinto del gol, è un bomber di razza, non un attaccante di scorta. Ha bisogno di giocare, ha sempre segnato, non ha mai deluso. Purtroppo è reduce da un brutto infortunio, non lo ha ancora smaltito, eppure non ha nessuna intenzione di arrendersi. Filip Djordjevic s’è ripreso la Lazio, ha steso il Genoa e sfatato un tabù maledetto. Non è al 100%, lo ha confermato mercoledì sera al termine della partita: «Sento fastidio alla caviglia, ho passato un periodo bruttissimo, spero di riprendermi al più presto».

Se lo augura Pioli, lo rilancerà dal primo minuto a Verona, non ci saranno Klose e Matri, il centravanti serbo stringerà i denti e proverà a sfruttare un’altra occasione. Lo scorso anno l’impatto con la serie A fu devastante: 5 gol in due mesi, 3 al Palermo in tutte le salse possibili, una notte indimenticabile per l’ex Nantes. Poi lo stop contro il Milan, la frattura del malleolo e il ritorno in campo prima del previsto. Senza dimenticare il gol nel derby, un colpo di testa sotto la traversa, l’emozione più bella (nonostante il risultato finale) con la maglia biancoceleste. C’è anche una delusione però, il doppio palo in finale di Coppa Italia con la Juventus grida ancora vendetta, Djordjevic non lo ha dimenticato: «Spesso ci penso – disse a luglio ad Auronzo di Cadore – è incredibile, poteva cambiare la nostra storia». Nel 2015 Filip si è fermato in amichevole contro il Sigma Olomuc, una contusione alla caviglia operata, un dolore incredibile che lo ha costretto a saltare le due sfide Champions con il Bayer Leverkusen e le gare contro Bologna, Chievo Verona e Udinese. Ma guai a sottovalutarlo, ha una media realizzativa da top-player: un gol ogni 173’ in campionato, proprio come Miro Klose.

Numeri impressionanti, simili a quelli di Toni e superiori a quelli di Morata che esulta ogni 179’. Solo Higuain e Icardi possono vantare un rendimento nettamente superiore. Eder, capocannoniere del torneo, gonfia la rete ogni 253’, mentre Dzeko attualmente è entrato nel tabellino dei marcatori una sola volta in 340 minuti giocati. Stefano Pioli si coccola il suo gigante buono, Djordjevic in questi mesi ha sofferto molto, voleva il campo, non vedeva l’ora di rientrare. È tornato col botto, ha aiutato la Lazio in un momento delicato, ha spazzato via la crisi e trasmesso fiducia all’ambiente. Lotito e Tare lo hanno acquistato a parametro zero, s’è trattato di un colpo importante, era corteggiato anche dall’Inter, lo hanno blindato sino al 2018. Ora sogna di diventare protagonista, vuole rilanciarsi e segnare valanghe di gol. A partire dal Bentegodi (la Lazio non batte il Verona in trasferta dal 1991 in campionato e dal 1996 in Coppa Italia con Zeman in panchina), la riscossa è appena iniziata. Matri e Klose sono avvisati.

IL TEMPO