Dell’Utri arrestato in Libano, l’Italia chiede l’estradizione

Mafia: Dell'Utri aveva con sé cospicua somma denaro

E’ finita la latitanza di Marcello Dell’Utri. L’ex senatore e fondatore di Forza Italia è stato arrestato in un lussuoso hotel a Beirut. L’Italia ha già richiesto l’estradizione. Martedì potrebbe essere condannato a 7 anni con sentenza definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ accusato infatti di essere stato mediatore del patto di protezione tra Berlusconi da una parte e Cosa Nostra dall’altra.

Dell’Utri è stato rintracciato in un hotel di Beirut dalla polizia libanese, in ottemperanza con il mandato di cattura internazionale. Lo ha annunciato il ministro degli Interni, Alfano, anticipando la richiesta di estradizione dell’ex senatore firmata poco dopo dal ministro della Giustizia, Orlando. Dell’Utri al momento dell’arresto alloggiava all’hotel Phoenicia di Beirut, uno degli alberghi di lusso della capitale libanese ed aveva con sè una copiscua somma di denaro. All’arresto ha preso parte anche un funzionario della polizia italiana.

E’ il Dipartimento di intelligence della polizia libanese che al momento tiene in custodia l’ex senatore italiano Marcello Dell’Utri. Lo hanno detto all’ANSA fonti della polizia locale, che precisano che il Dipartimento di intelligence ha competenze anche su questioni di criminalità organizzata e terrorismo. Gli inquirenti del Dipartimento di intelligence non stanno interrogando Marcello Dell’Utri che attualmente si trova in una stanza di una caserma della polizia di Beirut.

Nella caserma Dell’Utri potrebbe rimanere almeno fino a quando – forse già lunedì – si presenterà di fronte al giudice libanese per l’udienza di convalida dell’arresto. Prima della convalida non può esserci l’estradizione. Mentre martedì ci sarà il suo processo in Cassazione a Roma. Dalla metà di marzo Dell’Utri aveva fatto perdere le sue tracce in Italia. E il 24 del mese era stato avvistato sul volo Parigi-Beirut in classe business. Nella capitale libanese, per ammissione del fratello Alberto, Dell’Utri aveva conoscenti influenti e appoggi politici locali (si parla dell’ex presidente Amin Gemayel o dell’ex premier Michel Aoun, ma nessuna conferma dagli ambienti di entrambi i leader politici cristiani). Da Beirut non si sarebbe più mosso: il 3 aprile la Dia aveva localizzato vicino alla capitale “un’utenza mobile intestata a Marcello Dell’Utri”.