Def: “Nel 2016 via tasse prima casa” Spazio flessibilità Ue fino a 17,9 mld

Tasse sulla casa, ICI, IMU - immagini simboliche

E’ di 17,9 miliardi l’importo massimo per lo spazio di manovra che il governo ritiene di poter chiedere utilizzando la flessibilità Ue per riforme e investimenti (compresi 3,3 miliardi per l’emergenza immigrazione). Lo riporta la Relazione al Parlamento che accompagna la nota di aggiornamento del Def. “L’eliminazione dell’imposizione fiscale su prima casa, terreni agricoli e imbullonati” sono tra i punti dell’azione di governo per il 2016.

Le altre misure previste per il 2016 sono quelle per “alleviare la povertà e dare stimolo all’occupazione, agli investimenti privati, all’innovazione, all’efficienza energetica e alla rivitalizzazione del Sud”. Il tasso di disoccupazione scenderà quest’anno al 12,2%, per calare sotto la soglia del 12% nel 2016, all’11,9%. Il tasso si abbasserà ulteriormente all’11,3% nel 2017, al 10,7% nel 2018 e al 10,2% nel 2019.

Il governo ritiene che “una riduzione ancora più corposa del deficit strutturale nel 2017 sarebbe controproducente e il calo complessivo di 0,7 punti nel biennio 2017-2018 costituisca già uno sforzo straordinario”. Il governo conta poi di incassare quest’anno quasi 12 miliardi dalla lotta all’evasione: per l’esattezza 11,867 miliardi. Si tratta di un aumento di 150 milioni sugli 11,717 miliardi del 2014 ma anche di una crescita di 2,3 miliardi rispetto alle ultime previsioni contenute nell’assestamento di bilancio.

Il Mef spiega che nel 2017 si riprende il percorso di convergenza con l’Obiettivo di Medio Periodo (-0,4 punti deficit strutturale) e che “il pareggio di bilancio in termini strutturali verrebbe pienamente conseguito nel 2018 e mantenuto nel 2019”.

E la pressione fiscale torna a scendere dopo molti anni passando dal 43,1% del 2014 e del 2015 al 42,6% previsto per il 2016 dal governo nel quadro tendenziale dell’aggiornamento del Def che considera sia la disattivazione delle clausole di salvaguardia previste per il prossimo anno, sia il bonus di 80 euro. Il calo prosegue: 42,3% nel 2017, 42,2% nel 2018, 41,9% nel 2019.

Dopo l’abolizione della tassa su prima casa, terreni agricoli e imbullonati, il processo di riduzione del carico fiscale continuerà nel 2017 con un taglio dell’imposizione sugli utili d’impresa, “onde maggiormente allineare l’Italia con gli standard europei”. Nel 2016 sarà inoltre evitata l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia.

TGCOM