Cortei e ultrà a Roma, stretta del Viminale

MARINO ALFANO

ROMA Dall’abusivismo allo spaccio davanti alle scuole, passando per i cortei, gli ultrà e lo sfruttamento della prostituzione. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano squaderna i provvedimenti per la Capitale e poi, di tanto in tanto, si ferma. E per rinforzare il concetto batte il pugno sul palmo dell’altra mano: «Andremo giù duro». 
Ecco dunque il piano del Viminale per «Roma Capitale sicura». Che nelle parole di Alfano è pieno di «mai più». Il grosso spetterà a un nuovo coordinamento delle forze dell’ordine, che si dividerà – tra polizia, carabinieri e Finanza – le tre macro aeree della città da sorvegliare. Il resto lo faranno le nuove tecnologie: grazie alla geolocalizzazione (l’uso dei gps) sarà possibile monitorare i reati e le zone calde della città, a partire dai teatri incandescenti della movida romana. Nei progetti del ministro, inoltre, una parte non secondaria la svolgeranno i cittadini: l’idea di istituire un numero verde a cui inviare sms va proprio in questa direzione. Basterà un messaggino per segnalare lo spaccio davanti alle scuole ma anche lo sfruttamento della prostituzione nei quartieri periferici dell’Urbe. «E tuteleremo coloro che non si girano dall’altra parte: questo progetto dovrà diventare pilota il resto d’Italia».

LE MISURE
Il coordinamento degli interventi spetterà al prefetto Giuseppe Pecoraro, che a breve riunirà il comitato per la sicurezza. «Nessun corteo violento sarà ammesso nel centro storico»: è la promessa di Alfano. Ci sarà un rigoroso rispetto del protocollo siglato dal Prefetto con partiti e sindacati: niente più deroghe. Una forte prevenzione permetterà di capire quali saranno le manifestazioni a rischio. «Non si accetteremo più dimostranti incappucciati o con oggetti contundenti». Dall’altra parte della barricata, le forze dell’ordine presto avranno telecamere sui caschi («Le stiamo comprando»): il debutto è probabile proprio a Roma. Che è anche la città dove i turisti sono costretti a fare lo slalom tra venditori abusivi piazzati un po’ ovunque. Ancora Alfano: «Questa città non può essere un suk». Ecco perché, per tagliare il cordone ombelicale dell’abusivismo commerciale, la Guardia di finanza metterà in campo gli 007 del gruppo Scico per risalire al vertice della catena che gestisce il racket di questa filiera del mercato nero che nasce con la contraffazione. Altro luogo sensibile dove cambiare atteggiamento: lo stadio Olimpico. In attesa dei Daspo a vita per i tifosi violenti, dal prossimo campionato i settori dell’Olimpico saranno ancora più segmentati per garantire più sicurezza sugli spalti. Il resto lo farà l’implemento della videosorveglianza dentro l’impianto e nelle vie d’accesso allo stadio, ma anche nei caselli dell’autostrada. Anche qui la parola d’ordine, dopo i fatti della Coppa Italia, è chiara: mai più. Così come le bolgie notturne nelle piazze, incubi dell’estate romana: la mappatura delle zone calde in tempo reale permetterà interventi tempestivi. Un faro acceso anche sulla micro-criminalità: furti e rapine andranno a finire in un cervellone elettronico per individuare le aree più esposte.

LE REAZIONI
Ad ascoltare la conferenza stampa di Alfano, c’era il sindaco di Roma Ignazio Marino. Che ha spiegato: «Sono soddisfatto, ma sarei stato anche più severo». Specie sull’ordine pubblico per il quale l’inquilino del Campidoglio ha invocato «celle negli stadi» per gli ultrà violenti e l’arresto per chi «si presenta ai cortei con caschi e bastoni». Soddisfatta il ministro Beatrice Lorenzin (Ncd): «Così Roma sarà ridata ai romani». Critiche da Sel e Cgil: «E’ solo uno spot elettorale».

IL MESSAGGERO