Coppa Davis – Italia in semifinale dopo 16 anni – Seppi batte Ward 3-0 ed elimina la Gran Bretagna.

1211650-25294546-640-360

Una grande giornata di tennis. Verrà ricordata così questa domenica di inizio aprile, come una splendida esibizione della racchetta azzurra. Una rimonta insperata, cercata, lottata e poi completata. Dopo l’impresa di Fabio Fognini contro Andy Murray, Andreas Seppi scendeva in campo nella delicata situazione di “non poter sbagliare”; non contro il numero 160 al mondo, non dopo l’impresa di Fabio su Murray, non davanti al pubblico di Napoli. Insomma, c’era tantissimo da guadagnare – una semifinale di Coppa Davis che mancava dal 1998 – ma per questa ragione anche molto da perdere.

Alla fine però, dopo una prestazione non certamente sul livello della partita che lo stesso Andreas aveva giocato venerdì (e sabato mattina) con Murray, Seppi ce l’ha fatta. “Braccio pesante” – per stessa ammissione dell’altoatesino al termine del match con Ward – e qualche tensione di troppo, specialmente in avvio, hanno rischiato di essere fatali. Un primo set dall’andamento infatti davvero nervoso, con una serie di break e controbreak che hanno sempre lasciato Seppi avanti, ma non gli hanno fatto concludere con facilità una prima partita condizionata ancora dall’onda emotiva del match di Fognini.

Benedetto allora l’improvviso scroscio d’acqua napoletano, arrivato proprio nel momento chiave del set – 5-4 Seppi, servizio Ward – che come una “doccia miracolosa” è servito a lavar via le insicurezze di un Seppi davvero troppo nervoso. Al rientro, infatti, l’altoatesino ha strappato nuovamente il servizio al tennista londinese, costruendosi così un set cuscinetto di vantaggio “da tener lì” in caso di difficoltà.

Crolli che però, alla fine, non ci sono stati. Nonostante Seppi non abbia certamente giocato il suo miglior tennis, un andamento da regolarista è servito a placare le velleità del modesto Ward che lungo l’arco del pomeriggio è andato via-via arrendendosi e solo nel finale – quando sotto di un doppio break – ha provato il colpo di coda, la classica reazione d’orgoglio.

Era ormai troppo tardi però. Forte di due set di vantaggio e della spinta del pubblico Seppi ha portato a termine il capolavoro di Fognini, dimostrando ancora una volta quanto alla fine la Coppa Davis venga decisa da una squadra più che dai singoli.

Ora, dal 12 al 14 settembre prossimi, all’Italia non resta che sognare. Svizzera – con Federer e Wawrinka da affrontare fuori casa – o Kazakistan. Inutile prenderci in giro, con i valori dei primi e quelli dei secondi non sarà certamente lo stesso tipo di weekend. In Davis però, nessuno, parte mai battuto. Chiedere ad Andy Murray per credere.