Conte: «Il Benfica? Non chiederò consigli a Benitez»

Antonio Conte

E ora l’obiettivo torna a essere quello dei 100 punti. Con 87 punti e 5 partite da giocare, lo scudetto è praticamente cosa fatta. Davanti alla facilità con la quale la Juventus ha «scherzato» l’Udinese a casa sua viene difficile pensare che la Roma possa compiere il miracolo. Antonio Conte, però, inquadra subito la situazione: «Bisogna stare sempre sul pezzo, siamo impegnati su due fronti, c’è bisogno di tutti. Il campionato non è finito e la Roma non mollerà, anche se devono sapere che quando abbiamo l’osso in bocca è difficile togliercelo. Comunque faccio i complimenti alla squadra, non era facile vincere qui con una squadra che sa sempre ripartire. E’ cominciata la volata finale e noi ci siamo. Non dobbiamo curarci di niente e nessuno e pensare solo a noi stessi». Tecnico lanciatissimo verso il titolo ma che fa a tempo a ribadire: «Il mio futuro? Prima raggiungiamo gli obiettivi e poi ne parliamo».

Mouriniano Il tecnico bianconero sembra sempre più il Josè Mourinho italiano. Ieri il pubblico di Udine non ha gradito la sua gestualità, la sua esultanza plateale, quell’incitare dalla panchina i tanti tifosi juventini presenti nella tribuna centrale al gol di Giovinco che, forse, voleva anche dire: «applauditelo, guardate che pure lui è un campione e ci sta facendo vincere». Conte è mouriniano nei gesti, nel modo di esprimersi, nel trovare la battuta che dà il titolo: «Siamo entrati col piglio e l’atteggiamento giusto, io avevo lo stesso atteggiamento dei miei calciatori». Che difende sempre a spada tratta: «Toccatemi tutto, ma non i calciatori, per loro sono capace di andare anche contro i tifosi». Non se la prende, infatti, neppure per i due gialli che lasceranno fuori contro il Bologna Bonucci (ammonito addirittura dalla panchina) e Lichtsteiner, che è sembrato andarselo a cercare quel cartellino uscendo dal campo per la sostituzione lentamente, ma molto lentamente: «La sorte si è accanita contro di noi, due gialli a due diffidati. Ma contiamo di recuperare presto Barzagli». Poi torna su Mou: «E’ un allenatore che ha vinto nei posti dove è andato. Un grandissimo allenatore. Io non penso di essere cambiato dai tempi dell’Arezzo, del Bari, del Siena, dell’Atalanta. Ho un carattere sanguigno. E ho un modo di vivere la partita insieme ai miei calciatori con i quali condivido gioie e dolori. Spero sempre che siano più gioie».

Contro Rafa Non ha problemi, invece, a rifilare l’ennesima stoccata a Rafa Benitez. L’assist sul tecnico napoletano stavolta glielo offre la diretta tv: «Pensa che chiederà qualche consiglio a Benitez sul Benfica (prossimo avversario nella semifinale di Europa League)?» Ecco il Mou che c’è in lui: «Non credo, visti i suoi precedenti contro le squadre portoghesi. Il Napoli è stato eliminato dal Porto. Quindi preferisco evitare, mi fido di più dei miei collaboratori».

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