Conte: “Cercheremo di rasserenare il clima”

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Chiedetegli tutto, ma non di parlare di campionato. Non quando è a Coverciano con una maglia dell’Italia addosso. “Fra un impegno e l’altro della Nazionale ho già dato e darò ancora, ma quando siamo qui, io e i calciatori parliamo di Nazionale e basta. Bisogna avere la forza di mettersi il campionato alle spalle e di concentrarsi solo sulle due sfide di qualificazione che ci aspettano”.

Per commenti sulle parole di Totti e più in generale sul clima al veleno che si è respirato ieri allo Juventus Stadium, rivolgersi altrove: “Sono al di sopra delle parti e guardo: le mie battaglie dialettiche le riservo solo alla Nazionale e a difendere il mio gruppo”. E se quel clima non ha fatto e non fa bene al calcio italiano, “con la Nazionale cercheremo di rasserenarlo. Durante le battaglie in campionato ognuno porta la sua bandiera, ma nel club Italia la bandiera è una sola: si torna amici e compagni di squadra”. Purché non si affidino alla Nazionale missioni impossibili: “La nostra è chiara: qualificarci per l’Europeo possibilmente con un bel calcio, giocato da una squadra dalla mentalità vincente, che cercherà sempre di fare la partita. E comunque il calcio italiano non mi sembra in fase di crollo come si dice, ma semmai in crescita: lo dicono anche i risultati dei nostri club in Europa, a noi sta continuare su questa squadra”.

DAVANTI ALLA DIFESA — Di come e con chi, Conte parla più volentieri. A cominciare dalla questione uomo davanti alla difesa, che per il c.t. è occasione anche per dare una notizia: “Verratti ha un problema alla caviglia e De Rossi non c’è: se i tempi di recupero di Marco saranno più lunghi del previsto (forte contusione: almeno due giorni di riposo assoluto, ha spiegato il professor Castellacci, ndr), convocherò Pirlo che è tornato domenica e per me resta una garanzia umana e calcistica”. Di sicuro il c.t. non ha cambiato idea suoi criteri che lo porteranno a scegliere quel giocatore così centrale nel suo sistema di gioco: “Fra De Rossi, Pirlo, Verratti e magari Thiago Motta ne giocherà uno, perché i due interni per me devono essere di gamba, molto dinamici, con caratteristiche diverse rispetto alle geometrie che garantiscono questi centrocampisti. Due di loro insieme si potranno vedere semmai a partita in corso, quando magari avremo bisogno di più possesso palla”. Sempre a proposito di centrocampisti, Conte preannuncia turnover degli esterni fra la partita con l’Azerbaigian e quella a Malta (“Sono molto ravvicinate e devo considerare quanto spende chi gioca in quel ruolo”) e dice di aspettarsi molto da Aquilani: “Ha l’età giusta per arrivare ad una svolta della sua carriera e calcisticamente ha tutto per trovarla: fisicità, tecnica, qualità delle giocate e resistenza, ora voglio vedere come riesce ad inserirsi in un contesto ispirato alle mie idee”.

PELLE’ E RUGANI — Nella precedente convocazione aveva dimostrato di essersi inserito molto bene Zaza, che si è un po’ perso con il Sassuolo: “In Italia si tende molto ad esaltarsi e poi a passare in un attimo da un estremo positivo ad un estremo negativo. Una cosa è certa: se si pensa che da solo ossa risolvere tutti i problemi del Sassuolo si fa solo il suo male”. Molto bene stanno facendo invece Pellé e Rugani e così il c.t. spiega le loro chiamate: “Pellé se l’è meritata sotto tutti i punti di vista: in due anni ha fatto 50 gol, sta riuscendo a essere protagonista anche in un campionato più difficile rispetto a quello olandese. Lui è l’esempio di quello che intendevo con meritocrazia: chi fa bene in campionato avrà una chance, noi abbiamo gli occhi aperti”. Anche sui giovani, “e Rugani è cresciuto in maniera esponenziale. E’ un segnale anche per gli altri under 21. Siamo aperti alle novità”. Parole che faranno fischiare le orecchie a Balotelli, ma Conte almeno a parole gli tende una mano: “Io faccio convocazioni, non esclusioni. Balotelli ha intrapreso un cammino nuovo e non facile, gli va dato il tempo di integrarsi in un campionato nuovo. Di sicuro seguo lui come tutti i giocatori all’estero”.

AD ALLEGRI DICO… — Chiusura con due battute. Una sul caso Chiellini che scosse un po’ il precedente ritiro con il rientro anticipato del difensore a Torino: “Non c’era nulla da chiarire con la Juve: l’importante è che Giorgio sia qui e che stia bene, facendo gli scongiuri”. L’altra a proposito di una battuta di Allegri, che giorni fa si era definito più sereno di lui: “Mi sento nelle condisioni psico-fisiche migliori per fare l’allenatore della Nazionale…”.

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