Capello: «Buona reazione. Potevamo vincere»

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Esordio non propriamente felice per la Russia di Fabio Capello che non è andata oltre il pari contro la Corea del Sud. La sfida del gruppo H giocata all’Arena Pantanal di Cuiaba è terminata 1-1, determinata da una «papera» del portiere Igor Akinfeev su un tiro apparentemente innocuo di Lee Keun Ho che ha dato il vantaggio alla Corea al 68′, poi 6 minuti più tardi ci ha pensato Aleksandr Kerzhakov, subentrato a Yury Zhirkov nella ripresa, a raddrizzare almeno in parte le cose per la Russia firmando il gol del definitivo 1-1. La situazione del girone vede al comando il Belgio con 3 punti davanti a Russia e Corea del Sud a quota 1 e Algeria fanalino di coda con zero punti. Per la Russia a questo punto diventa di fondamentale importanza la sfida con il Belgio in programma domenica. Fabio Capello assolve il portiere Igor Akinfeev ed elogia la sua Russia per la reazione dopo il gol degli avversari. Soddisfatto a metà il ct Fabio Capello. «Si possono sbagliare i rigori e anche a un portiere può capitare di commettere un errore. Ma la reazione dei giocatori è stata buona e questo è importante per me. Siamo stati solidi e sono soddisfatto della nostra performance. Li ho ringraziati per la reazione, è il più bel regalo di compleanno che potessi ricevere e vuol dire che la squadra ha voglia», sottolinea Capello, che ieri ha compiuti 68 anni. «Ovviamente c’è anche rammarico perché abbiamo avuto due occasioni per il raddoppio e avremmo potuto vincere la partita. Loro hanno finito con tre giocatori con i crampi e noi in crescendo, questo è un dato molto positivo per me». E positivo è anche il giudizio del tecnico di Pieris su quanto visto in Italia-Inghilterra: «È stata una partita giocata con un grande caldo, non con grande ritmo ma con grande qualità». Don Fabio non boccia nemmeno la Spagna, travolta dall’Olanda nel «remake» della finale del 2010: «Mi ha colpito la performance dell’Olanda ma sono convinto che la Spagna sia ancora una delle squadre da battere. Una squadra che come sempre arriverà tra i primi -sottolinea- è la Germania».

IL TEMPO