Bruxelles: blitz polizia, 6 arresti Sventato attentato a Parigi

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Roma – Forze speciali in campo, sei arresti e numerose perquisizioni a Jette e Schaerbek a Bruxelles in serata. Gli evidenti passi falsi dell’intelligence fanno tremare il governo belga, mentre l’Ue si impegnano ad accelerare l’attuazioni delle decisioni prese dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi. I ministri della Giustizia e degli Interni stilano una road map politica, un calendario con tutte le tappe da attuare. Intanto le autorita’ hanno abbassato da 4 (il piu’ alto) a 3 il livello di allerta terrorismo del Paese, mentre si scopre che Salah Abdeslam, Amine Choukri, Mohammed Belkaid, i primi due arrestati e il terzo ucciso prima degli attacchi del 22 marzo, avrebbero dovuto parteciparvi per fare una carneficina come a Parigi, attaccando la citta’ simultaneamente in piu’ punti. Salah, dopo un iniziale rifiuto, ha accettato l’estradizione in Francia, mentre sul fronte delle indagini, la polizia e’ alla ricerca di un secondo uomo sospettato di essere coinvolto nell’attentato alla metro, un individuo con un borsone ripreso dalle telecamere di sicurezza mentre parla con kamikaze, Khalid el Bakraoui, ma poi non entra nella metro. Ma uno sviluppo forse ancora piu’ clamoroso dell’inchiesta e’ quello secondo cui i due fratelli-kamikaze avevano nel mirino un centro nucleare. L’incapacita’ dell’intelligence di evitare il sanguinoso bagno di sangue e anche l’infruttuoso scambio di informazioni avvenuto la scorsa estate con Ankara proprio su un ‘foreign fighter’, che poi si e’ fatto saltare nello scalo di Zaventem, hanno spinto il ministro dell’Interno, Jan Jambon e quello della Giustizia, Koen Geens a offrire uno dopo l’altro le dimissioni, entrambe respinte dal premier, Charles Michel. Geens ha ammesso che i suoi servizi non esono esenti da colpe nella mancata sorveglianza su Ibrahim el Bakraoui, il kamikaze dell’aeroporto di cui la Turchia aveva segnalato al Belgio l’espulsione, l’estate scorsa, ma che poi era finito in Olanda. “Non c’e’ stata forse una trasmissione sufficientemente rapida delle informazioni provenienti dalla Turchia, anche a livello belga”, ha riconosciuto, aggiungendo che c’e’ stato anzitutto un errore a livello di poliza giudiziaria ma anche da parte dei servizi del ministero della Giustizia.

Il governo dei Paesi Bassi ha ufficialmente confermato che l’anno scorso Ibrahim era stato espulso dalla Turchia verso l’Olanda, e non verso il Belgio come sostenuto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Ma oltre a Ibrahim, anche il fratello, il 27enne Khalid El Bakraoui, fattosi saltare in aria nella metropolitana, poteva e doveva essere arrestato gia’ da molto tempo dalle autorita’ belghe. A piu’ riprese l’anno scorso aveva violato i termini della libera’ condizionale e, a partire dal 22 ottobre 2015, poco prima delle stragi di Parigi, non presentandosi per quattro volte di fila all’appuntamento con il suo supervisore giudiziario. Khalid come il fratello era stato in carcere in Belgio per reati comuni, nel suo caso una serie di rapine a mano armata risalenti al 2011, quando era stato trovato in possesso di un kalashnikov. Le violazioni del regime di liberta’ condizionale che gli era stato concesso avrebbero dovuto portare alla sua revoca immediata, una revoca che invece e’ arrivata soltanto a febbraio, un mese prima che il latitante Khalid trasformasse in un inferno la stazione di Maalbeek. Khalid affitto’, tramite una carta d’identita’ belga falsificata con il nome di Ibrahim Maaroufi, una casa in rue de Fort a Charleroi che sarebbe servita da base per il gruppo terrorista implicato negli attentati di Parigi. La procura ha comunicato inoltre che l’identikit diffuso oggi da alcuni media belgi come quello del “quinto uomo” del commando che ha provocato le stragi, la persona che accompagnava l’autore della strage nella metropolitana, “non ha nessuna pertinenza con l’inchiesta”.

Salah Abdeslam ha invece deciso di non opporsi alla sua estradizione perche’ “il dossier principale e’ li’ e vuole spiegarsi in Francia”, ha spiegato il suo avvocato, Sven Mary. Non e’ chiaro invece se abbia smesso di collaborare; certo, ha aggiunto il suo legale, sarebbe una iattura se lo facesse, “perche’ si rischia un nuovo Bataclan”. Nel mirino dei fratelli Ibrahim e Khalid c’era dunque forse il Centro studi dell’energia nucleare belga di Mol (Cen), nelle Fiandre. I due jihadisti spiarono il direttore generale del Centro forse per sequestrarlo insieme ai suoi familiari e costringerlo ad accompagnarli all’interno del Centro che ospita un reattore sperimentale e contiene grandi quantita’ di materiali radioattivi (e’ leader mondiale nella produzione di isotopi). Da meta’ febbraio la centrale e’ presidiata dall’esercito. Sul fronte delle decisioni prese dai ministri della Giustizia e degli Interni dei 28, il Pnr, il registro dei dati passeggeri aerei, deve essere adottato “ad aprile” e attuato “con urgenza”. Restano fermi alcuni obiettivi da realizzare entro la fine di giugno: l’accordo per l’istituzione di una guardia costiera e di frontiera europea, utile anche per la gestione dei flussi migranti; un codice di condotta contro i discorsi di istigazione all’odio su internet; la presentazione, da parte della Commissione europea, del coordinatore per l’anti-terrorismo dell’Ue, e delle “agenzie rilevanti”, di “risultati concreti in particolare per quanto riguarda la condivisione e verifica delle informazioni in materia di anti-terrorismo”. Il commissario europeo per l’Immigrazione e gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, ha annunciato per “le prossime settimane” una proposta per avere a livello europeo migliore uso e migliore interconnessione dei dati messi in comune.

Intanto in serata la polizia francese ha arrestato un uomo di nazionalita’ francese vicino a Parigi. L’uomo stava progettando un attentato. La notizia e’ resa nota dal ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve. Le indagini sull’uomo erano in corso da alcune settimane.Per Cazeneuve si tratta di un arresto “importante”, ma non ci sono prove su legami con gli attentati di Parigi e Bruxelles. L’arresto e’ avvenuto nella zona di Argenteuil.

AGI