Boskov, il ricordo del mondo del calcio

Vujadin Boskov

Uno dei primi a commentare la scomparsa di Vujadin Boskov è stato Francesco Totti, capitano della Roma: «È scomparso un altro membro importante della famiglia del calcio, un grande uomo, competente, vincente e dotato di un umorismo acuto e intelligente. Ricordo ancora il giorno del mio esordio con luisulla nostra panchina: come potrei dimenticarlo?».

Ancora, dalle pagine del blog ufficiale: «Grazie mister per avermi dato questa possibilità, unica come sei stato tu. Ora dal cielo con la tua ironia e il tuo sorriso sono sicuro che continuerai a guardare il calcio con l’occhio dell’immenso maestro che sei stato».

Pagliuca: «Faceva morire dal ridere»
«Che ricordo porterò con me di Boskov? Una “cartolina” di lui? Dovremo stare qui a parlare fino a domani mattina»: Gianluca Pagliuca, intervistato telefonicamente da Sky, ha parlato dell’ex allenatore, con cui vinse uno scudetto con la Sampdoria, e inevitabilmente il pensiero va a quella frase «Chi ha sbagliato, Pagliuca?», dopo un gol preso dai suoi, entrata nelle antologie del pensiero blucerchiato e nelle immagini che rimangono del calcio degli inizio degli anni ‘90: «La disse una volta che presi un gol a Bari da Platt – ha raccontato Pagliuca – e divenne così famosa che poi ogni volta che incassavo una rete la facevano rivedere. Boskov oltre che un grande allenatore era anche un grande personaggio». Ancora: «Sapevo che era malato da tempo, ma ora sono addolorato, perché se ne va una persona che mi ha dato tanto. La sua bravura era quella di sdrammatizzare dopo le sconfitte e di criticarci dopo le vittorie, quando andava sempre a cercare il pelo nell’uovo per darci ulteriori stimoli. Prima degli allenamenti c’era sempre la riunione tecnica, e lui era una sagoma, e un grande psicologo. A volte faceva dei versi e ci faceva morire dal ridere».

Mihajlovic: «Per me era come un padre»
«Sono davvero addolorato. Per me era come un padre»: queste le prime parole di Sinisa Mihajlovic, attuale tecnico della Sampdoria ed ex giocatore di Vujadin Boskov, il tecnico serbo che guidò i blucerchiati allo scudetto nel 1991, scomparso oggi ad 82 anni. Ancora: «È stato un maestro, un esempio, sul piano calcistico e anche sul piano umano, una di quelle persone che non vorresti mai lasciare e quando se ne vanno lasciano un vuoto incolmabile. Di sicuro non lo dimenticherò: insieme abbiamo condiviso diverse esperienze che porterò per sempre con me.Vujadin resterà una persona unica, inimitabile, una leggenda del calcio serbo e un mito per ogni sampdoriano. Partirò domani per la Serbia per rendergli l’ultimo saluto, quello che merita un grande uomo, di sport e di vita, come è stato lui».

Enrico Mantovani: la persona era superiore al tecnico
«Quello che vorrei sottolineare non ha nulla a che fare con il fatto che ha vinto lo scudetto sulla panchina della Samp, ma è come ha vissuto il periodo in blucerchiato, con il suo contributo di umanità e simpatia che lo ha portato a risultati straordinari, come la vittoria dello scudetto. La persona era di gran lunga superiore al tecnico». Così Enrico Mantovani, figlio di Paolo – presidente della Samp campione d’Italia nel ‘91 – ricorda Vujadin Boskov. «Tutti quelli che lo hanno conosciuto, la pensano come me. Boskov era sereno, buono e simpatico, ci mancherà tantissimo», dice Enrico Mantovani

Il tweet della Sampdoria
«Vogliamo ricordarti così. Ciao grande “Vuja”. Unico e inimitabile Vujadin Boskov»: così la Sampdoria, sul suo profilo Twitter , ha ricordato l’allenatore serbo, protagonista dello scudetto blucerchiati nel 1991; il tweet è corredato da una foto che ritrae Boskov con uno scudetto tra le mani.

La Juventus: «Un fiero avversario»
«Un grande tecnico, un fiero avversario, un uomo speciale. Ciao mister. La Juventus si unisce al cordoglio per la scomparsa di Vujadin Boskov»: così la Juventus ha ricordato Boskov viaTwitter.

Il Napoli: «Che emozioni in quelle 2 stagioni con noi»
«La vittoria a San Siro con l’Inter e il 3-2 in rimonta in casa contro la Lazio tra le emozioni delle due stagioni con noi. Ciao mister Boskov»: questo è il tweet con cui il Napoli ha voluto ricordare Boskov, suo allenatore dal 1994 al 1996.

Il Secolo XIX