Berlusconi vuole vendere Il Milan

PALAZZO CHIGI - CONFERENZA STAMPA DOPO L'INCONTRO TRA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IL PRIMO MINISTRO IRLANDESE, PRESIDENTE DI TURNO DELL'UE

«Il Milan è in vendita»: parola di Bloomberg. La maggiore agenzia economica statunitense ieri sera ha dato una traccia significativa, svelando che Fininvest ha incaricato la banca d’affari Lazard d’esplorare il mercato per valutare la vendita del club detenuto dalla famiglia Berlusconi dal 20 febbraio 1986.

Le verifiche L’autorevole fonte cita tre distinti informatori autonomi e precisa che un portavoce di Fininvest ha escluso quest’eventualità. Ma nel mondo dell’economia questi passaggi fanno parte di un rituale, ma non ammorbidiscono la rilevanza della notizia. E dalla stessa Lazard emerge un silenzio più imbarazzato che altro. Del resto non è casuale che l’advisor milanese nei mesi scorsi abbia avuto un ruolo centrale nella lunga trattativa che ha portato alla vendita dell’Inter di Massimo Moratti a Erick Thohir. Aggiungiamo che da anni la merchant bank d’origine francese vanta ottimi rapporti con Mediobanca e più di un co-interesse con il mondo berlusconiano, come testimoniato dalla partecipazione azionaria in Mediolanum. E non solo.
La smentita Tuttavia ieri sera una nota ufficiale di Fininvest ha preso con forza le distanze: «Nonostante le numerose smentite tornano a circolare le indiscrezioni su un’eventuale vendita del Milan. La Fininvest ribadisce ancora una volta che si tratta di ipotesi totalmente prive di fondamento». E non è un caso che la presa di posizione sia giunta quando ormai la notizia era diventata troppo ingombrante tra internet e dintorni.

I contatti Un film, del resto, già visto. Negli ultimi anni si sono succedute le voci in tal senso. E non sono certo mancate le occasioni a Silvio Berlusconi per mettere in vendita una società che, va ricordato, nelle ultime stagioni ha raggiunto un sostanziale pareggio di bilancio, nonostante un indebitamento ancora considerevole. Quando Silvio Berlusconi era ancora presidente del Consiglio s’era parlato di una trattativa più che avviata con un partner russo importante. Poi è stata la volta delle piste arabe. Anche di recente è stato ipotizzato l’incarico a un fantomatico intermediario con contatti primari negli Emirati Arabi. Ma tutto è finito puntualmente nel nulla.

Valutazione In questo contesto non vanno sottovalutati, però, i rumors di fonte statunitense. Il Milan ha appeal internazionale e nel mondo della finanza le manifestazioni d’interesse sono la benzina di un mercato parallelo. Del resto Forbes, nella sua tradizionale stima annuale, posiziona il club rossonero al sesto posto al mondo con una valutazione di 945 milioni di dollari. In aggiunta c’è la molla affettiva: Silvio Berlusconi al Milan non intende rinunciare. E in passato s’è sempre tirato indietro quando s’è trattato d’affrontare sul serio la questione. Peraltro lo scorso 18 dicembre ha varato il nuovo assetto che prevede il duopolio tra sua figlia Barbara e Adriano Galliani. A questo riguardo non va trascurato uno scenario che negli ultimi mesi ha visto Fininvest impegnata a disegnare un futuro importante per l’azienda-regina della galassia fininvestiana: Mediaset. L’acquisizione dei diritti tv per la Champions per il triennio 2015-18 presuppone un’apertura al mercato. E non è un caso che nel frattempo prosegua il dialogo con BeIn Sport, il braccio calcistico di Al Jazeera. Nel frattempo la potente tv qatariota si sta espandendo in Spagna, altro importante feudo di Mediaset. Le sinergie all’orizzonte sono importanti. Magari con la cessione agli uomini di Al Thani del costoso ramo Premium. In vista di un simile matrimonio le ricadute economiche per il Milan sarebbero tanto indirette quanto benefiche. E nel mondo della finanza certe turbolenze nascono proprio in vista del traguardo. Nulla di più facile che in casa Fininvest vogliano vedere la posta del proprio brand calcistico e valutare l’impatto economico di determinate scelte.