Berlusconi, stop del tribunale ai comizi

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Niente comizi nelle piazze italiane, né bagni di folla in giro per il Paese. Silvio Berlusconi scalpita, in campagna elettorale dà il meglio di sé, ma questa volta la sua ambiziosa volontà di rimonta cozza contro uno scoglio insormontabile: le prescrizioni del Tribunale di Sorveglianza che, nell’ambito dell’affidamento ai servizi sociali, gli hanno negato il permesso di andare in giro per l’Italia a svolgere attività politica. Se dovesse infrangere le regole, per lui ci sarebbero i domiciliari. La decisione del giudice Beatrice Crosti è arrivata ieri, dopo il parere contrario già espresso dal pg Antonio Lamanna. Se il leader di Forza Italia è stato preparato dai suoi avvocati a una limitazione dell’agibilità politica, sperava comunque in una maggiore libertà di movimento. E si sfoga con i suoi: «Vogliono cucirmi la bocca, sanno che la mia presenza può fare la differenza e allora meglio farmi stare zitto. Ma non gliela darò vinta».
USCITE TRIPLICATE

Il Cavaliere, che ieri è volato a Roma e ha riunito i fedelissimi, assicura di non intendere affatto tacere nonostante l’avvertimento lanciato dalla Sorveglianza: «Triplicherò le uscite in tv». Il piano però deve essere rivisto. Il grande ritorno previsto per domenica a Bari per la manifestazione lanciata da Raffaele Fitto sarà trasformato in un collegamento video, mentre a palazzo Grazioli (dove potrà restare fino a domani sera) ha registrato una serie di interviste. Venerdì inoltre sarà a Virus e domenica a Rai3. Nessun problema invece per il comizio organizzato sabato prossimo a Milano: dal venerdì al lunedì l’ex premier deve restare in Lombardia (con la possibilità di recarsi a Roma da martedì a giovedì), dunque non violerebbe le regole. Ma l’appuntamento sarebbe stato congelato. Il no della Sorveglianza al calendario di spostamenti ha messo di pessimo umore Berlusconi, tenuto lontano dal cuore pulsante della campagna elettorale. «Si sente come un leone in gabbia», racconta chi gli è accanto.
LA SACRA FAMIGLIA
Tanto più che sull’ex premier incombe l’avvio del lavoro socialmente utile: venerdì 9 e 16 maggio debutterà nella struttura della Caritas di Cesano Boscone e se pensava lo attendesse un’attività rilassante – «potrei occuparmi del giardino», ha vagheggiato – o contava di trarne vantaggio per raccogliere voti, ha dovuto ricredersi bruscamente. «Aiuterà i malati di Alzheimer, un impegno duro ma arricchente», dice il direttore generale Paolo Pigni. Che avverte: qui Berlusconi è uno degli 843 volontari, nessun privilegio, «la scorta resterà nell’atrio» e la propaganda politica fuori dalla porta. Regola numero uno: «In Sacra Famiglia nè Silvio Berlusconi nè altri, nessuno, potrà fare campagna elettorale». Niente deroghe, «su questo saremo cortesemente inflessibili, non saranno permesse dichiarazioni politiche, comizi, banchetti o manifestazioni». L’impegno sarà serio, «non vi saranno spazi per estemporaneità libere non programmate», risponde Pigni a chi gli chiede se il Cavaliere potrà suonare il piano o intrattenere con storielle. «Provate a raccontare barzellette nel nucleo Alzheimeir, vedrete». Ma Berlusconi, assicura, ne è «perfettamente consapevole». Come del fatto che, qualora non dovesse presentarsi nel reparto come disposto dai giudici, «saremo costretti ad avvertire subito l’Uepe».

Il Messaggero