Berlusconi rischia i domiciliari dopo gli attacchi ai giudici di Napoli

BERLUSCONI

ROMA E due. Silvio Berlusconi torna nel mirino del Tribunale di Sorveglianza di Milano che già alla fine dello scorso aprile, nel pieno della campagna elettorale, gli aveva fatto intendere di stare camminando sul filo del rasoio: l’affidamento in prova ai servizi sociali, per scontare l’anno di pena residua (altri tre sono coperti da indulto) per frode fiscale, è revocabile in qualsiasi momento. Tra le dodici prescrizioni sottoscritte dall’ex Cavaliere c’è infatti quella di evitare dichiarazioni offensive nei confronti dell’ordine giudiziario. Come verrà interpretata, stavolta, la frase pronunciata a Napoli, per giunta in un’aula di giustizia, dove sedeva sul banco dei testimoni? Lo si capirà lunedì prossimo. Quando la procura di Napoli – che sta valutando se indagare Berlusconi per oltraggio di un magistrato in udienza – trasmetterà il verbale d’udienza al Tribunale di Sorveglianza Milano. 
LA FRASE 
Sarà stato per un moto di stizza o perché «tirato per i capelli» – come ha sostenuto il suo legale, il professor Franco Coppi – certo è che le parole di Berlusconi erano tutt’altro che tenere: «La magistratura è incontrollata, incontrollabile e irresponsabile». Una frase comunque da contestualizzare. Nell’aula 219 del tribunale di Napoli Berlusconi aveva risposto per due ore alle domande del pm Vincenzo Piscitelli in qualità di testimone nel processo in cui Valer Lavitola è imputato per tentata estorsione ai danni di Impregilo. Poi era stata la volta del presidente del Tribunale, Giovanna Ceppaluni. «Non riesco a capire le ragioni di queste domande», aveva replicato Berlusconi. «Non c’è proprio alcun bisogno che lei capisca», era stata la replica della presidente. Da qui la furibonda reazione. 
IL PRECEDENTE
Già lo scorso 29 aprile l’ex Cavaliere aveva rischiato grosso, quanto alla revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali. «La mia condanna non solo è mostruoso ma ridicola. E’ ridicolo che si possa pensare di rieducarmi consegnandomi a dei servizi sociali e a dei colloqui settimanali», aveva detto in un’intervista tv. Il presidente del Tribunale di Sorveglianza, Pasquale Nobile De Santis, si era allora limitato a un ”avviso bonario”: nei confronti di Berlusconi non venne attivata alcuna procedura ma quelle dichiarazioni furono inserite nel suo fascicolo. E adesso? Anche se la procura di Napoli decidesse di non iscrivere l’ex premier sul registro degli indagati per oltraggio a un magistrato in udienza (art.343 del codice penale, pena fino a tre anni), in ogni caso i verbali d’udienza saranno inviati a Milano, la prossima settimana. A quel punto toccherà al giudice Beatrice Crosti stabilire se il condannato abbia commesso una violazione. Se la riterrà non grave, procederà con un richiamo. Diversamente, Berlusconi rischia la revoca dell’affidamento presso la Sacra Famiglia di Cesano Boscone. La decisione verrebbe comunque presa collegialmente dai magistrati del Tribunale di Sorveglianza che hanno 30 giorni di tempo per convalidare l’ordinanza. Per Berlusconi si aprirebbero le porte del carcere. Ma per il tempo necessario a che – in considerazione dell’età – siano per lui disposti i domiciliari. 

IL MESSAGGERO